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VENEZIA - VENETO

Pranzo della tradizionale “SOPA COADA”

Pranzo della tradizionale “SOPA COADA” alla trattoria AL CACCIATORE A ZENSON DI PIAVE  

Sto girando la pagina del calendario di marzo e mi chiedo come è trascorso questo mese in un tempo sospeso di incertezza, di speranza, di fiducia, e di consapevolezza. Permettetemi di pensare all’alto prezzo di delusione, al di là dei problemi contingenti sanitari, per il complesso, ambizioso e faticoso progetto per il Trentennale della nostra Associazione, affrontato, dalla nostra Presidente insieme al Consiglio, successivamente alla “mondiale” emergenza, che ha bloccato ogni incontro, evento e cerimonia.

Consoliamoci, comunque, con il ricordo dell’ultimo, recente (a pochi giorni dalla prima ordinanza restrittiva) convivio di Tavola Veneta, a Zenson di Piave presso il Ristorante AL CACCIATORE, con l’atteso e, confermato appuntamento con la “sopa coada”, perfetto risultato della continua ricerca gastronomica della Signora Adele che è approdata ad una applaudita perfezione con l’impiego di un fagiano e due piccioni.

Il pranzo ha anche lasciato spazio alla presenza di tre nuove entusiastiche socie.

Ricordo lo studio programmato su eventuali coincidenze della nostra “sopa coada” con l’omonima “ZUPPA COATTA” GALLURESE (preparata con brodo di pecora e formaggio) che ha portato in Sardegna un gruppo di socie nel 1992, avviando così, fin dai primi anni della giovane Associazione, l’impegno per una seria analisi di ogni curiosità gastronomica.

Presenza preziosa, alla fine del pranzo, il GRAN POETA della CONFRATERNITA DELLA SOPA COADA, Riccardo Pauletti che ci ha comunicato l’origine e la tradizione del piatto, che è, ancora oggi, ritrovato ed apprezzato.

Alla fine nuovo applauso ai titolari Luigi e Adele per il perfetto risultato dello storico piatto (servito per ben due volte proprio per “spegnere” voglie residue), e, nel congedarci, purtroppo, nulla ancora ci faceva presumere una chiusura agli incontri, sentimento dilatato nello sconforto di tante e ancora tante persone vittime della pandemia.

Il nostro dolore abbraccia, con sentita vicinanza, tutti coloro ancora nella sofferenza.

Però… la nostra serena, paziente e per quanto consentito, ottimista Presidente Maria Antonietta Vendramini Favero non ha abbandonato il suo impegno.

Ci ha raggiunto con una lettera nella quale spronava le socie (e i soci) a non restare in ozio, ma diligenti e volonterosi impegnati tutti in esecuzione di ricette (presenti nella suddetta corrispondenza) e sottoporle (via social) ad una severa valutazione, a rischio…bocciatura a fine anno!!

Ringraziamo la nostra Presidente per la sua energia e il supporto “morale” che ci trasmette, aiutata dalle parole di vicinanza che ha voluto aggiungere, il prof. Ulderico Bernardi, primo Presidente dell’Associazione che ricava dall’attività di questo trentennale lavoro esteso anche, da anni, all’intera EUROPA, un’immagine che perpetua “UN’INTESA CULTURALE DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER LA PACE E IL BENESSERE DELL’UMANITA’ CONSERVANDO E DIFFONDENDO IL MEGLIO DELLA TRADIZIONE NOSTRA” AD MAIORA.

                                                                                                              Germana Caliò Segantin

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VISITA AL GHETTO DI VENEZIA E ALLA CHIESA DELLA MADONNA DELL’ORTO

VISITA ESCLUSIVA PER TAVOLA VENETA AL GHETTO DI VENEZIA E ALLA CHIESA DELLA MADONNA DELL’ORTO

VENERDI’ 11 OTTOBRE

Ore 9,45 appuntamento alla stazione S. Lucia Venezia (Lato sud) Passeggiata di 15 minuti fino al ponte delle Guglie entrata Ghetto Ebraico istituito nel 1516

Ore 10,15  Incontro con la nostra guida Dott. Carla Coco, visita guidata alle 3 Sinagoghe: Levantina Spagnola e Tedesca durata della visita un’ora circa. Visita al Ghetto di Venezia. I banchi di pegno, le case torri, i luoghi di culto. ecc.ecc.

Ore 12,30 Pranzo  con la cucina Ebraica o Koscher . Gli Ebrei nonostante avessero molte restrizioni religiose avevano una cucina con moltissime ricette con tante verdure, numerose ricette veneziane derivano dalla cucina Koscher come i risi e bisi, i bigoi in salsa le sardee in saor, ecc. ecc.

Pranzeremo al Ristorante CHIMEL GARDEN, nel Campo del Ghetto Novo con il seguente menu:
Antipasto ebraico Pita, Falafel, Humos, Babaganus. Michweia (si tratta di un ricco antipasto formato da focaccia ebraica, polpettine fritte e condite, crema di ceci e sesamo, mousse di melanzane alla menta e altri odori, involtini di foglie di vite)
Main Course: Mejadra ovvero riso all’orientale con lenticchie e cipolla caramellata.
Dessert: biscottini ebraici con crema.
1 bottiglia di vino Koscher ogni 4 Persone Acqua e caffè

Prezzo speciale per Tavola Veneta Euro 35,00 a persona (Il prezzo normale sarebbe Euro 55,00)

Dopo pranzo, usciti dal ghetto attraverseremo le calli di canareggio, il più antico quartiere veneziano, per visitare la chiesa della Madonna Dell’Orto che contiene i grandi “teleri” di Tintoretto e opere del Cima da Conegliano. Visita con spiegazioni all’interno della Chiesa.

La passeggiata si conclude con la visita esterna della casa dove visse il Tintoretto, il Palazzetto e la casa con il cammello.

Ore 17 fine programma.
 

Prenotazioni immediate e non oltre il 27 settembre. Al numero 348 5320669 Signora LIA TONON oppure 349 7340018
Costo pranzo Euro 35,00 più costo guide e biglietti di entrata alle Sinagoghe  Euro 35,00. per i soci e Euro 45,00 per i non soci. Totale per i soci Euro 70,00. Non soci Euro 80,00

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L’IMPERDIBILE APPUNTAMENTO DI NATALE

Nel corso del 2018 ci sono stati molti, e importanti, appuntamenti che hanno visto la presenza di numerosi soci (Bordeaux, Procida, Sorrento); che si sono caratterizzati per la condivisione di programmi di altre Confraternite; che hanno proposto momenti di approfondimento della cultura e delle tradizioni gastronomiche. Certo, però, che l’incontro di Natale conserva un’attrattività del tutto particolare. Ci siamo ritrovati al Relais ‘Monaco’ dove – con la sapiente guida del direttore, il dottor Mazzocco, e dello storico chef, Domenico Longo (noto e premiato per il suo ‘Sapere di pasticcere’) - abbiamo onorato una bellissima tavola con un menù attento e raffinato. Risotto al limone, tortelloni al tartufo, cappone, sacher, tutto presentato in una veste esclusiva e frutto della fantasia e professionalità dello chef. Alla fine,come da tradizione, l’atteso sorteggio dei premi proposti dal Direttivo e l’intronizzazione di nuovi soci. A far parte della ‘Tavola’ sono entrati il dott. De Bona, marito di Flora già da diversi anni socia consigliera, il primario di cardiologia a Belluno, dott. Corrado Rubera, e la moglie, dottoressa Concetta Campisi. Ancora, le trevigiane Manuela Merlin Robazza e Lucia Cagnotto. Poi congedandoci, ciascuno di noi ha portato con sé il bilancio 2018; il proprio privato di vita, gioie, dolori, coraggio, speranze e fiducia. E questa affollata ‘ossada’ che ci restituisce, una volta ancora, il piacere della compagnia; la condivisione del sapere - semplice ma coinvolgente – che, con preparazione ricchissima di elementi storici e della tradizione, il dott. Franco Zambotto ci offre a ogni appuntamento. Una conferma che la conoscenza di tutto ciò che, per il nostro benessere, ci è offerto dalla terra, i prodotti che l’uomo sa trasformare per concedersi sempre più, qualità e quantità per l’unico aspetto importante, che non è una ‘cosa’ ma è la ‘vita’.   Germana Caliò

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AVVENTURA ALLA PORTA S. TOMMASO

".. appena entrato in casa fui deliziosamente aggredito da un profumo inconfondibile:  la  lunga 'schidionata' riprendeva a ruotare sopra Ie braci Ie quali erano sempre 'bronse de  botoli  de  panocia'.  A  quale  nume,  allora,  si alzavano  quelle  nuvole  di  ritrovato  incenso?"  Ho preso  ispirazione  per  quanto  sopra  richiamato,  da quei  'Ricordi  per  iI  futuro'  (Edizioni  Canova)  di Mirko  Trevisanello,  testimone  appassionato,  con Beppo Maffioli e Alfredo Beltrame, di sensazioni, usanze,  episodi,  ricordi,  appunto  per  il  futuro.  Di tutte  queste  sensibili  ed  eclettiche  figure  non rimane  che  una  ricca  eredita  di  un  tempo  gia  passato,  per  il  quale,  con  lo scolorirsi  della  memoria  nelle  generazioni  non  poteva  più  essere  vitale; trascinato  altresì,  da  cambiamenti  storici,  poiitici,  sociali  e  soprattutto demografici.  Dodici/quattordici  persone  della  stessa  famiglia  beneficiavano (oltre ai numi) di quelle nuvole di ritrovato incenso. E adesso? Un salto nel presente, altre proposte, altri strumenti dell'ingegno umano ci portano, il 30 novembre scorso, noi socie di TAVOLA VENETA guidate dalla Presidente Mariantonietta  Vendramini  Favero,  a  Treviso  presso  la  Porta  S.Tommaso, condotte attraverso una scaletta, dentro ad una ampia, confortevole struttura mobile, ospiti dei Titolari dell'Azienda Bora, i signori Massobrio. Invitate per conoscere  un  procedimento  definito  'Quanto  e  bella  la  fisica'.  Presto apprendiamo che i vapori di cottura salgono ad una massima velocita di un metro al secondo, l'aspiratore Bora aspira i medesimi verso il basso ad una velocita di quattro metri al secondo. Quanto è bella la fisica! Perciò addio a 'chiudi la porta della cucina', 'apri la finestra', 'accendi l'aspiratore'. Qual è lo scenario 'fantastico' (data la veneranda età di chi scrive) quasi provocatorio di questo  sistema?  Living  con gruppo  di  cottura  al  centro,  in vista,  ospiti  gioiosi  occupati  ad assaggiare  verdure  pastellate, salmone  alia  piastra,  minestra di ..'cavolo'(Proprio nella doppia accezione  di  ortaggio  e  di meraviglia).  Lo  chef  ci  ha viziate, nella purezza dell'aria più perfetta, con risotto alia milanese al  salto,  sopra  una  base  a specchio  di  crema  di  carciofo, scampo al naturale e calice di prosecco, Ci ha completamente conquistate; ed è cosl che, oltre all'azienda BORA, il nostro ringraziamento per quel gradito pomeriggio, va allo chef&founder, Luigi Cassago della Ecooking di Milano.(Germana Caliò Segantin).".. appena entrato in casa fui deliziosamente aggredito da un profumo inconfondibile:  la  lunga 'schidionata' riprendeva a ruotare sopra Ie braci Ie quali erano sempre 'bronse de  botoli  de  panocia'.  A  quale  nume,  allora,  si alzavano  quelle  nuvole  di  ritrovato  incenso?"  Ho preso  ispirazione  per  quanto  sopra  richiamato,  da quei  'Ricordi  per  iI  futuro'  (Edizioni  Canova)  di Mirko  Trevisanello,  testimone  appassionato,  con Beppo Maffioli e Alfredo Beltrame, di sensazioni, usanze,  episodi,  ricordi,  appunto  per  il  futuro.  Di tutte  queste  sensibili  ed  eclettiche  figure  non rimane  che  una  ricca  eredita  di  un  tempo  gia  passato,  per  il  quale,  con  lo scolorirsi  della  memoria  nelle  generazioni  non  poteva  più  essere  vitale; trascinato  altresì,  da  cambiamenti  storici,  poiitici,  sociali  e  soprattutto demografici.  Dodici/quattordici  persone  della  stessa  famiglia  beneficiavano (oltre ai numi) di quelle nuvole di ritrovato incenso. E adesso? Un salto nel presente, altre proposte, altri strumenti dell'ingegno umano ci portano, il 30 novembre scorso, noi socie di TAVOLA VENETA guidate dalla Presidente Mariantonietta  Vendramini  Favero,  a  Treviso  presso  la  Porta  S.Tommaso, condotte attraverso una scaletta, dentro ad una ampia, confortevole struttura mobile, ospiti dei Titolari dell'Azienda Bora, i signori Massobrio. Invitate per conoscere  un  procedimento  definito  'Quanto  e  bella  la  fisica'.  Presto apprendiamo che i vapori di cottura salgono ad una massima velocita di un metro al secondo, l'aspiratore Bora aspira i medesimi verso il basso ad una velocita di quattro metri al secondo. Quanto è bella la fisica! Perciò addio a 'chiudi la porta della cucina', 'apri la finestra', 'accendi l'aspiratore'. Qual è lo scenario 'fantastico' (data la veneranda età di chi scrive) quasi provocatorio di questo  sistema?  Living  con gruppo  di  cottura  al  centro,  in vista,  ospiti  gioiosi  occupati  ad assaggiare  verdure  pastellate, salmone  alia  piastra,  minestra di ..'cavolo'(Proprio nella doppia accezione  di  ortaggio  e  di meraviglia).  Lo  chef  ci  ha viziate, nella purezza dell'aria più perfetta, con risotto alia milanese al  salto,  sopra  una  base  a specchio  di  crema  di  carciofo, scampo al naturale e calice di prosecco, Ci ha completamente conquistate; ed è cosl che, oltre all'azienda BORA, il nostro ringraziamento per quel gradito pomeriggio, va allo chef&founder, Luigi Cassago della Ecooking di Milano.(Germana Caliò Segantin).

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Pranzo della tradizionale “SOPA COADA”

Pranzo della tradizionale “SOPA COADA” alla trattoria AL CACCIATORE A ZENSON DI PIAVE  

Sto girando la pagina del calendario di marzo e mi chiedo come è trascorso questo mese in un tempo sospeso di incertezza, di speranza, di fiducia, e di consapevolezza. Permettetemi di pensare all’alto prezzo di delusione, al di là dei problemi contingenti sanitari, per il complesso, ambizioso e faticoso progetto per il Trentennale della nostra Associazione, affrontato, dalla nostra Presidente insieme al Consiglio, successivamente alla “mondiale” emergenza, che ha bloccato ogni incontro, evento e cerimonia.

Consoliamoci, comunque, con il ricordo dell’ultimo, recente (a pochi giorni dalla prima ordinanza restrittiva) convivio di Tavola Veneta, a Zenson di Piave presso il Ristorante AL CACCIATORE, con l’atteso e, confermato appuntamento con la “sopa coada”, perfetto risultato della continua ricerca gastronomica della Signora Adele che è approdata ad una applaudita perfezione con l’impiego di un fagiano e due piccioni.

Il pranzo ha anche lasciato spazio alla presenza di tre nuove entusiastiche socie.

Ricordo lo studio programmato su eventuali coincidenze della nostra “sopa coada” con l’omonima “ZUPPA COATTA” GALLURESE (preparata con brodo di pecora e formaggio) che ha portato in Sardegna un gruppo di socie nel 1992, avviando così, fin dai primi anni della giovane Associazione, l’impegno per una seria analisi di ogni curiosità gastronomica.

Presenza preziosa, alla fine del pranzo, il GRAN POETA della CONFRATERNITA DELLA SOPA COADA, Riccardo Pauletti che ci ha comunicato l’origine e la tradizione del piatto, che è, ancora oggi, ritrovato ed apprezzato.

Alla fine nuovo applauso ai titolari Luigi e Adele per il perfetto risultato dello storico piatto (servito per ben due volte proprio per “spegnere” voglie residue), e, nel congedarci, purtroppo, nulla ancora ci faceva presumere una chiusura agli incontri, sentimento dilatato nello sconforto di tante e ancora tante persone vittime della pandemia.

Il nostro dolore abbraccia, con sentita vicinanza, tutti coloro ancora nella sofferenza.

Però… la nostra serena, paziente e per quanto consentito, ottimista Presidente Maria Antonietta Vendramini Favero non ha abbandonato il suo impegno.

Ci ha raggiunto con una lettera nella quale spronava le socie (e i soci) a non restare in ozio, ma diligenti e volonterosi impegnati tutti in esecuzione di ricette (presenti nella suddetta corrispondenza) e sottoporle (via social) ad una severa valutazione, a rischio…bocciatura a fine anno!!

Ringraziamo la nostra Presidente per la sua energia e il supporto “morale” che ci trasmette, aiutata dalle parole di vicinanza che ha voluto aggiungere, il prof. Ulderico Bernardi, primo Presidente dell’Associazione che ricava dall’attività di questo trentennale lavoro esteso anche, da anni, all’intera EUROPA, un’immagine che perpetua “UN’INTESA CULTURALE DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER LA PACE E IL BENESSERE DELL’UMANITA’ CONSERVANDO E DIFFONDENDO IL MEGLIO DELLA TRADIZIONE NOSTRA” AD MAIORA.

                                                                                                              Germana Caliò Segantin

VISITA AL GHETTO DI VENEZIA E ALLA CHIESA DELLA MADONNA DELL’ORTO

VISITA ESCLUSIVA PER TAVOLA VENETA AL GHETTO DI VENEZIA E ALLA CHIESA DELLA MADONNA DELL’ORTO

VENERDI’ 11 OTTOBRE

Ore 9,45 appuntamento alla stazione S. Lucia Venezia (Lato sud) Passeggiata di 15 minuti fino al ponte delle Guglie entrata Ghetto Ebraico istituito nel 1516

Ore 10,15  Incontro con la nostra guida Dott. Carla Coco, visita guidata alle 3 Sinagoghe: Levantina Spagnola e Tedesca durata della visita un’ora circa. Visita al Ghetto di Venezia. I banchi di pegno, le case torri, i luoghi di culto. ecc.ecc.

Ore 12,30 Pranzo  con la cucina Ebraica o Koscher . Gli Ebrei nonostante avessero molte restrizioni religiose avevano una cucina con moltissime ricette con tante verdure, numerose ricette veneziane derivano dalla cucina Koscher come i risi e bisi, i bigoi in salsa le sardee in saor, ecc. ecc.

Pranzeremo al Ristorante CHIMEL GARDEN, nel Campo del Ghetto Novo con il seguente menu:
Antipasto ebraico Pita, Falafel, Humos, Babaganus. Michweia (si tratta di un ricco antipasto formato da focaccia ebraica, polpettine fritte e condite, crema di ceci e sesamo, mousse di melanzane alla menta e altri odori, involtini di foglie di vite)
Main Course: Mejadra ovvero riso all’orientale con lenticchie e cipolla caramellata.
Dessert: biscottini ebraici con crema.
1 bottiglia di vino Koscher ogni 4 Persone Acqua e caffè

Prezzo speciale per Tavola Veneta Euro 35,00 a persona (Il prezzo normale sarebbe Euro 55,00)

Dopo pranzo, usciti dal ghetto attraverseremo le calli di canareggio, il più antico quartiere veneziano, per visitare la chiesa della Madonna Dell’Orto che contiene i grandi “teleri” di Tintoretto e opere del Cima da Conegliano. Visita con spiegazioni all’interno della Chiesa.

La passeggiata si conclude con la visita esterna della casa dove visse il Tintoretto, il Palazzetto e la casa con il cammello.

Ore 17 fine programma.
 

Prenotazioni immediate e non oltre il 27 settembre. Al numero 348 5320669 Signora LIA TONON oppure 349 7340018
Costo pranzo Euro 35,00 più costo guide e biglietti di entrata alle Sinagoghe  Euro 35,00. per i soci e Euro 45,00 per i non soci. Totale per i soci Euro 70,00. Non soci Euro 80,00

L’IMPERDIBILE APPUNTAMENTO DI NATALE

Nel corso del 2018 ci sono stati molti, e importanti, appuntamenti che hanno visto la presenza di numerosi soci (Bordeaux, Procida, Sorrento); che si sono caratterizzati per la condivisione di programmi di altre Confraternite; che hanno proposto momenti di approfondimento della cultura e delle tradizioni gastronomiche. Certo, però, che l’incontro di Natale conserva un’attrattività del tutto particolare. Ci siamo ritrovati al Relais ‘Monaco’ dove – con la sapiente guida del direttore, il dottor Mazzocco, e dello storico chef, Domenico Longo (noto e premiato per il suo ‘Sapere di pasticcere’) - abbiamo onorato una bellissima tavola con un menù attento e raffinato. Risotto al limone, tortelloni al tartufo, cappone, sacher, tutto presentato in una veste esclusiva e frutto della fantasia e professionalità dello chef. Alla fine,come da tradizione, l’atteso sorteggio dei premi proposti dal Direttivo e l’intronizzazione di nuovi soci. A far parte della ‘Tavola’ sono entrati il dott. De Bona, marito di Flora già da diversi anni socia consigliera, il primario di cardiologia a Belluno, dott. Corrado Rubera, e la moglie, dottoressa Concetta Campisi. Ancora, le trevigiane Manuela Merlin Robazza e Lucia Cagnotto. Poi congedandoci, ciascuno di noi ha portato con sé il bilancio 2018; il proprio privato di vita, gioie, dolori, coraggio, speranze e fiducia. E questa affollata ‘ossada’ che ci restituisce, una volta ancora, il piacere della compagnia; la condivisione del sapere - semplice ma coinvolgente – che, con preparazione ricchissima di elementi storici e della tradizione, il dott. Franco Zambotto ci offre a ogni appuntamento. Una conferma che la conoscenza di tutto ciò che, per il nostro benessere, ci è offerto dalla terra, i prodotti che l’uomo sa trasformare per concedersi sempre più, qualità e quantità per l’unico aspetto importante, che non è una ‘cosa’ ma è la ‘vita’.   Germana Caliò

AVVENTURA ALLA PORTA S. TOMMASO

".. appena entrato in casa fui deliziosamente aggredito da un profumo inconfondibile:  la  lunga 'schidionata' riprendeva a ruotare sopra Ie braci Ie quali erano sempre 'bronse de  botoli  de  panocia'.  A  quale  nume,  allora,  si alzavano  quelle  nuvole  di  ritrovato  incenso?"  Ho preso  ispirazione  per  quanto  sopra  richiamato,  da quei  'Ricordi  per  iI  futuro'  (Edizioni  Canova)  di Mirko  Trevisanello,  testimone  appassionato,  con Beppo Maffioli e Alfredo Beltrame, di sensazioni, usanze,  episodi,  ricordi,  appunto  per  il  futuro.  Di tutte  queste  sensibili  ed  eclettiche  figure  non rimane  che  una  ricca  eredita  di  un  tempo  gia  passato,  per  il  quale,  con  lo scolorirsi  della  memoria  nelle  generazioni  non  poteva  più  essere  vitale; trascinato  altresì,  da  cambiamenti  storici,  poiitici,  sociali  e  soprattutto demografici.  Dodici/quattordici  persone  della  stessa  famiglia  beneficiavano (oltre ai numi) di quelle nuvole di ritrovato incenso. E adesso? Un salto nel presente, altre proposte, altri strumenti dell'ingegno umano ci portano, il 30 novembre scorso, noi socie di TAVOLA VENETA guidate dalla Presidente Mariantonietta  Vendramini  Favero,  a  Treviso  presso  la  Porta  S.Tommaso, condotte attraverso una scaletta, dentro ad una ampia, confortevole struttura mobile, ospiti dei Titolari dell'Azienda Bora, i signori Massobrio. Invitate per conoscere  un  procedimento  definito  'Quanto  e  bella  la  fisica'.  Presto apprendiamo che i vapori di cottura salgono ad una massima velocita di un metro al secondo, l'aspiratore Bora aspira i medesimi verso il basso ad una velocita di quattro metri al secondo. Quanto è bella la fisica! Perciò addio a 'chiudi la porta della cucina', 'apri la finestra', 'accendi l'aspiratore'. Qual è lo scenario 'fantastico' (data la veneranda età di chi scrive) quasi provocatorio di questo  sistema?  Living  con gruppo  di  cottura  al  centro,  in vista,  ospiti  gioiosi  occupati  ad assaggiare  verdure  pastellate, salmone  alia  piastra,  minestra di ..'cavolo'(Proprio nella doppia accezione  di  ortaggio  e  di meraviglia).  Lo  chef  ci  ha viziate, nella purezza dell'aria più perfetta, con risotto alia milanese al  salto,  sopra  una  base  a specchio  di  crema  di  carciofo, scampo al naturale e calice di prosecco, Ci ha completamente conquistate; ed è cosl che, oltre all'azienda BORA, il nostro ringraziamento per quel gradito pomeriggio, va allo chef&founder, Luigi Cassago della Ecooking di Milano.(Germana Caliò Segantin).".. appena entrato in casa fui deliziosamente aggredito da un profumo inconfondibile:  la  lunga 'schidionata' riprendeva a ruotare sopra Ie braci Ie quali erano sempre 'bronse de  botoli  de  panocia'.  A  quale  nume,  allora,  si alzavano  quelle  nuvole  di  ritrovato  incenso?"  Ho preso  ispirazione  per  quanto  sopra  richiamato,  da quei  'Ricordi  per  iI  futuro'  (Edizioni  Canova)  di Mirko  Trevisanello,  testimone  appassionato,  con Beppo Maffioli e Alfredo Beltrame, di sensazioni, usanze,  episodi,  ricordi,  appunto  per  il  futuro.  Di tutte  queste  sensibili  ed  eclettiche  figure  non rimane  che  una  ricca  eredita  di  un  tempo  gia  passato,  per  il  quale,  con  lo scolorirsi  della  memoria  nelle  generazioni  non  poteva  più  essere  vitale; trascinato  altresì,  da  cambiamenti  storici,  poiitici,  sociali  e  soprattutto demografici.  Dodici/quattordici  persone  della  stessa  famiglia  beneficiavano (oltre ai numi) di quelle nuvole di ritrovato incenso. E adesso? Un salto nel presente, altre proposte, altri strumenti dell'ingegno umano ci portano, il 30 novembre scorso, noi socie di TAVOLA VENETA guidate dalla Presidente Mariantonietta  Vendramini  Favero,  a  Treviso  presso  la  Porta  S.Tommaso, condotte attraverso una scaletta, dentro ad una ampia, confortevole struttura mobile, ospiti dei Titolari dell'Azienda Bora, i signori Massobrio. Invitate per conoscere  un  procedimento  definito  'Quanto  e  bella  la  fisica'.  Presto apprendiamo che i vapori di cottura salgono ad una massima velocita di un metro al secondo, l'aspiratore Bora aspira i medesimi verso il basso ad una velocita di quattro metri al secondo. Quanto è bella la fisica! Perciò addio a 'chiudi la porta della cucina', 'apri la finestra', 'accendi l'aspiratore'. Qual è lo scenario 'fantastico' (data la veneranda età di chi scrive) quasi provocatorio di questo  sistema?  Living  con gruppo  di  cottura  al  centro,  in vista,  ospiti  gioiosi  occupati  ad assaggiare  verdure  pastellate, salmone  alia  piastra,  minestra di ..'cavolo'(Proprio nella doppia accezione  di  ortaggio  e  di meraviglia).  Lo  chef  ci  ha viziate, nella purezza dell'aria più perfetta, con risotto alia milanese al  salto,  sopra  una  base  a specchio  di  crema  di  carciofo, scampo al naturale e calice di prosecco, Ci ha completamente conquistate; ed è cosl che, oltre all'azienda BORA, il nostro ringraziamento per quel gradito pomeriggio, va allo chef&founder, Luigi Cassago della Ecooking di Milano.(Germana Caliò Segantin).