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club enogastronomico viterbese
BAGNAIA (VITERBO) - LAZIO

CONVIVIALE DEL 24 GIUGNO 2019

L’incontro che chiude l’attività del primo semestre è un altro appuntamento alla scoperta del nostro territorio, che ci sorprende con luoghi ricchi di storia e leggenda. Abbiamo infatti visitato un angolo della Tuscia nel quale il tempo si è fermato al 1649, quando i Farnese sfidarono con superbia il Papato e della loro città-gioiello non rimasero che le rovine, oggi inglobate in un rigoglioso bosco che circonda Castro, città fantasma.

Durante la passeggiata, accompagnati da una guida esperta, abbiamo percepito la potenza della Natura che tutto si riprende e colto, come in una foto, la vita della città fermatasi il giorno in cui tutto è stato saccheggiato e distrutto. 

E dopo la cultura storica non poteva mancare la cultura enogastronomica: conclusione della mattinata presso l’agriturismo Radichino a Ischia di Castro: l’azienda fu fondata negli anni ’50 da Carmelo Pira che dalla terra nuragica portò un piccolo gregge di pecore sarde e l’esperienza casearia di generazioni. L’azienda è passata dai 60 ettari iniziali agli attuali 250, tutti in regime biologico certificato da oltre 25 anni.

Oggi i fratelli Pira, Gianni e Tonino, creano pluripremiati formaggi a latte crudo, mentre le sorelle Pira, Piera e Francesca, elaborano i prodotti dell’azienda fondendo la tradizione sarda con le caratteristiche della cucina della Tuscia.


Il menù ha proposto una cucina ricca e genuina a basso impatto ecologico, con prodotti realizzati in azienda, o comunque a filiera corta, come carne e salumi, formaggi, olio, miele e verdure.                                                                                                                     

IL PRESIDENTE
                                                                                                                  
Aldo Quadrani

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CONVIVIALE DEL 01 giugno 2019

Quest’anno ricorrono 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise (Francia), e il nostro Club ha celebrato l’italiano più famoso nel mondo con un incontro ispirato alla gastronomia del suo tempo, ai banchetti di cui fu stupefacente regista e ai tanti appunti sul cibo e sulla cucina che ha lasciato sparsi tra i suoi scritti e disegni.

Sabato 1° giugno presso il ristorante Il Borgo abbiamo gustato gli ingredienti della cucina rinascimentale con i quali lo chef Eugenio Moschiano ha preparato piatti ispirati ai suggerimenti di Leonardo, assaggiando la zuppa preferita dall’artista e scoprendo che tra le più disparate invenzioni “attribuite” al genio fiorentino c’è anche il panino!! Seguendo le tappe principali degli spostamenti che Leonardo ha intrapreso cercando le occasioni più adatte ad esprimere il suo genio artistico e scientifico: abbiamo iniziato con il contado toscano e con la Firenze medicea per trasferirci poi a Milano e infine abbiamo accompagnato il Maestro nel suo ultimo viaggio in Francia.

Il menù, anzi la “lista dei servizi” è stato accompagnato da aneddoti, curiosità e notizie sul rapporto tra Leonardo e la gastronomia tenuto con maestria e simpatia dalla socia dott.ssa Barbara De Dominicis. Al termine della conviviale sono stati consegnati i distintivi e le tessere associative ai nuovi iscritti: Simona Sebastiani e Salvatore Martines in attesa della lettura della promessa che avverrà a Novembre .                                                                                                                      


IL PRESIDENTE
                                                                                                                  
Aldo Quadrani

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CONVIVIALE DEL 27 APRILE 2019

Dopo le feste pasquali, sabato 27 aprile, ci siamo ritrovati per un incontro sulla valorizzazione della Tuscia, durante il quale abbiamo scoperto e approfondito la conoscenza di realtà locali piccole per dimensioni ma grandi nell’impegno di conservazione e promozione delle specificità territoriali enogastronomiche, che abbiamo degustato affacciati allo spettacolare Belvedere dell’Enoteca di Montefiascone. Situato a 633 mt s.l.m. sul colle che fin dal Neolitico ha ospitato un piccolo insediamento di capanne, poi edificato e infine dotato di una possente cinta muraria in epoca etrusca.
Da sempre quindi punto di osservazione e rifugio strategico per il dominio della zona, il Mons Faliscorum fu coronato da papa Innocenzo III con la fortificazione oggi ancora presente, eretta alla fine del 1100 e in seguito ampliata e ristrutturata dai suoi successori.
L’inizio della giornata è stato con la visita alla Rocca che ospita il Museo dell’Architettura di Antonio da Sangallo il Giovane dove abbiamo potuto comprendere l’opera del grande artista rinascimentale del quale nella nostra provincia sopravvivono numerose opere con una esposizione di grande interesse architettonico. La visita al museo si è poi conclusa alla Torre del Pellegrino che sovrasta la Rocca e offre un panorama spettacolare a 360° spaziando dall’intero lago di Bolsena, alla Maremma fino al mare, ai Monti Cimini per arrivare alla piana del Tevere.
Per il pranzo siamo stati ospiti dell’Enoteca Provinciale Tuscia situata nelle suggestive antiche stalle della Rocca stessa, dove la passione e la conoscenza dei prodotti locali di Letizia Santini, titolare e sommelier, ci hanno guidato nella degustazione di prodotti, vini e piatti tipici montefiasconesi preparati seguendo la tradizione locale.

La degustazione proposta ha avuto il seguente menù:
Antipasto del Territorio:
Selezione di Salumi e Affettati dell’azienda Gam di Montefiascone. 
Selezione Formaggi e Ricotte dell’azienda Agr.Sensi Michele di Montefiascone abbinati a marmellate dell’azienda Reda Giuseppina di Piansano.
Bruschettine con paté della casa e verdure stagionali.
All’antipasto è stato abbinato la degustazione dell’olio del Frantoio Presciuttini con bruschetta e legumi del Territorio in insalata.
Zuppa del Focolare con fagioli, erbe dell'orto e finocchietto selvatico.
Spezzatino di Vitella alle erbe locali con insalatina fresca della Valle.
Si è poi concluso con Dolcetti "zuppaioli" e Crostata alla frutta di bosco matura.
Con i piatti sono stati abbinati, sotto la professionale guida del delegato FISAR di Viterbo, dott.ssa Cristina Bglioni,: Spumante Brut Est! Est!! Est!!! doc della Cantina di Montefiascone  Rosicasasso Canaiolo Nero dell’Azienda Agricola Castelli di Marta Veste Porpora Cabernet Franc della Tenuta Ronci di Nepi Ed infine, con i dolcetti, l’Aleatico Colle de’ Poggeri della Cantina Stefanoni di Montefiascone                                                                                               

IL PRESIDENTE
                                                                                                                                          Aldo Quadrani

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CONVIVIALE DEL 22 MARZO 2019

Il mese di marzo ha visto riuniti i Soci del Club per una degustazione introdotta da una parola antica e misteriosa: XOCOATL. Nella lingua Olmeca e Maya indicava, già nel X secolo a.C., una bevanda amara arricchita da spezie, offerta agli dei e bevuta durante i riti sacri dai sacerdoti, dai re e dai dignitari. Era considerata fonte di saggezza ed energia e potente afrodisiaco ed era ricavata dei semi dei frutti di una delicata pianta tropicale, chiamata poi da Linneo “Theobroma”, cibo degli dei, ovvero il Cioccolato. Venerdì 22 marzo presso il ristorante Il Borgo a Bagnaia, con la partecipazione della Cioccolateria Santori snc di Castiglione in Teverina, lo chef Eugenio Moschiano ha proposto uno spartito a base di questa prelibatezza che se ben si sposa con il dolce non disdegna abbinamenti con il salato. La conviviale è stata preceduta da una lezione sul temperaggio del cioccolato, sulla preparazione di cioccolatini e ripieni e sulla creazione dell’Uovo di Pasqua condotta dal Maestro Cioccolatiere Giovanni Solombrino. Ma la vita di questi semi e la bevanda che ne scaturisce non fu facile e ci volle oltre un secolo per diffondersi in tutta Europa e farsi apprezzare sotto forma di bevanda calda. La polvere ricavata dai semi tostati fu inizialmente trattata dagli Europei come una spezia, destinata quindi ad arricchire i piatti salati dell’alta cucina rinascimentale. È solo dopo la rivoluzione industriale che alcuni anonimi e geniali maestri di vari paesi europei riuscirono a creare il cioccolato solido che divenne così disponibile per tutti. Nel 1879 il pasticcere Rodolphe Lindt scoprì il “concaggio”, metodo che permise di trasformare la massa sfaldabile, amarognola e sabbiosa nella forma di cioccolato che si fonde al tepore della bocca e delizia il nostro palato. Una serata all’insegna della curiosità gastronomica che ci ha coccolato con cioccolatini prodotti dai Soci e quindi doppiamente buoni.                                                                                                                     IL PRESIDENTE                                                                                                                    Aldo Quadrani

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CONVIVIALE DEL 24 GIUGNO 2019

L’incontro che chiude l’attività del primo semestre è un altro appuntamento alla scoperta del nostro territorio, che ci sorprende con luoghi ricchi di storia e leggenda. Abbiamo infatti visitato un angolo della Tuscia nel quale il tempo si è fermato al 1649, quando i Farnese sfidarono con superbia il Papato e della loro città-gioiello non rimasero che le rovine, oggi inglobate in un rigoglioso bosco che circonda Castro, città fantasma.

Durante la passeggiata, accompagnati da una guida esperta, abbiamo percepito la potenza della Natura che tutto si riprende e colto, come in una foto, la vita della città fermatasi il giorno in cui tutto è stato saccheggiato e distrutto. 

E dopo la cultura storica non poteva mancare la cultura enogastronomica: conclusione della mattinata presso l’agriturismo Radichino a Ischia di Castro: l’azienda fu fondata negli anni ’50 da Carmelo Pira che dalla terra nuragica portò un piccolo gregge di pecore sarde e l’esperienza casearia di generazioni. L’azienda è passata dai 60 ettari iniziali agli attuali 250, tutti in regime biologico certificato da oltre 25 anni.

Oggi i fratelli Pira, Gianni e Tonino, creano pluripremiati formaggi a latte crudo, mentre le sorelle Pira, Piera e Francesca, elaborano i prodotti dell’azienda fondendo la tradizione sarda con le caratteristiche della cucina della Tuscia.


Il menù ha proposto una cucina ricca e genuina a basso impatto ecologico, con prodotti realizzati in azienda, o comunque a filiera corta, come carne e salumi, formaggi, olio, miele e verdure.                                                                                                                     

IL PRESIDENTE
                                                                                                                  
Aldo Quadrani

CONVIVIALE DEL 01 giugno 2019

Quest’anno ricorrono 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise (Francia), e il nostro Club ha celebrato l’italiano più famoso nel mondo con un incontro ispirato alla gastronomia del suo tempo, ai banchetti di cui fu stupefacente regista e ai tanti appunti sul cibo e sulla cucina che ha lasciato sparsi tra i suoi scritti e disegni.

Sabato 1° giugno presso il ristorante Il Borgo abbiamo gustato gli ingredienti della cucina rinascimentale con i quali lo chef Eugenio Moschiano ha preparato piatti ispirati ai suggerimenti di Leonardo, assaggiando la zuppa preferita dall’artista e scoprendo che tra le più disparate invenzioni “attribuite” al genio fiorentino c’è anche il panino!! Seguendo le tappe principali degli spostamenti che Leonardo ha intrapreso cercando le occasioni più adatte ad esprimere il suo genio artistico e scientifico: abbiamo iniziato con il contado toscano e con la Firenze medicea per trasferirci poi a Milano e infine abbiamo accompagnato il Maestro nel suo ultimo viaggio in Francia.

Il menù, anzi la “lista dei servizi” è stato accompagnato da aneddoti, curiosità e notizie sul rapporto tra Leonardo e la gastronomia tenuto con maestria e simpatia dalla socia dott.ssa Barbara De Dominicis. Al termine della conviviale sono stati consegnati i distintivi e le tessere associative ai nuovi iscritti: Simona Sebastiani e Salvatore Martines in attesa della lettura della promessa che avverrà a Novembre .                                                                                                                      


IL PRESIDENTE
                                                                                                                  
Aldo Quadrani

CONVIVIALE DEL 27 APRILE 2019

Dopo le feste pasquali, sabato 27 aprile, ci siamo ritrovati per un incontro sulla valorizzazione della Tuscia, durante il quale abbiamo scoperto e approfondito la conoscenza di realtà locali piccole per dimensioni ma grandi nell’impegno di conservazione e promozione delle specificità territoriali enogastronomiche, che abbiamo degustato affacciati allo spettacolare Belvedere dell’Enoteca di Montefiascone. Situato a 633 mt s.l.m. sul colle che fin dal Neolitico ha ospitato un piccolo insediamento di capanne, poi edificato e infine dotato di una possente cinta muraria in epoca etrusca.
Da sempre quindi punto di osservazione e rifugio strategico per il dominio della zona, il Mons Faliscorum fu coronato da papa Innocenzo III con la fortificazione oggi ancora presente, eretta alla fine del 1100 e in seguito ampliata e ristrutturata dai suoi successori.
L’inizio della giornata è stato con la visita alla Rocca che ospita il Museo dell’Architettura di Antonio da Sangallo il Giovane dove abbiamo potuto comprendere l’opera del grande artista rinascimentale del quale nella nostra provincia sopravvivono numerose opere con una esposizione di grande interesse architettonico. La visita al museo si è poi conclusa alla Torre del Pellegrino che sovrasta la Rocca e offre un panorama spettacolare a 360° spaziando dall’intero lago di Bolsena, alla Maremma fino al mare, ai Monti Cimini per arrivare alla piana del Tevere.
Per il pranzo siamo stati ospiti dell’Enoteca Provinciale Tuscia situata nelle suggestive antiche stalle della Rocca stessa, dove la passione e la conoscenza dei prodotti locali di Letizia Santini, titolare e sommelier, ci hanno guidato nella degustazione di prodotti, vini e piatti tipici montefiasconesi preparati seguendo la tradizione locale.

La degustazione proposta ha avuto il seguente menù:
Antipasto del Territorio:
Selezione di Salumi e Affettati dell’azienda Gam di Montefiascone. 
Selezione Formaggi e Ricotte dell’azienda Agr.Sensi Michele di Montefiascone abbinati a marmellate dell’azienda Reda Giuseppina di Piansano.
Bruschettine con paté della casa e verdure stagionali.
All’antipasto è stato abbinato la degustazione dell’olio del Frantoio Presciuttini con bruschetta e legumi del Territorio in insalata.
Zuppa del Focolare con fagioli, erbe dell'orto e finocchietto selvatico.
Spezzatino di Vitella alle erbe locali con insalatina fresca della Valle.
Si è poi concluso con Dolcetti "zuppaioli" e Crostata alla frutta di bosco matura.
Con i piatti sono stati abbinati, sotto la professionale guida del delegato FISAR di Viterbo, dott.ssa Cristina Bglioni,: Spumante Brut Est! Est!! Est!!! doc della Cantina di Montefiascone  Rosicasasso Canaiolo Nero dell’Azienda Agricola Castelli di Marta Veste Porpora Cabernet Franc della Tenuta Ronci di Nepi Ed infine, con i dolcetti, l’Aleatico Colle de’ Poggeri della Cantina Stefanoni di Montefiascone                                                                                               

IL PRESIDENTE
                                                                                                                                          Aldo Quadrani

CONVIVIALE DEL 22 MARZO 2019

Il mese di marzo ha visto riuniti i Soci del Club per una degustazione introdotta da una parola antica e misteriosa: XOCOATL. Nella lingua Olmeca e Maya indicava, già nel X secolo a.C., una bevanda amara arricchita da spezie, offerta agli dei e bevuta durante i riti sacri dai sacerdoti, dai re e dai dignitari. Era considerata fonte di saggezza ed energia e potente afrodisiaco ed era ricavata dei semi dei frutti di una delicata pianta tropicale, chiamata poi da Linneo “Theobroma”, cibo degli dei, ovvero il Cioccolato. Venerdì 22 marzo presso il ristorante Il Borgo a Bagnaia, con la partecipazione della Cioccolateria Santori snc di Castiglione in Teverina, lo chef Eugenio Moschiano ha proposto uno spartito a base di questa prelibatezza che se ben si sposa con il dolce non disdegna abbinamenti con il salato. La conviviale è stata preceduta da una lezione sul temperaggio del cioccolato, sulla preparazione di cioccolatini e ripieni e sulla creazione dell’Uovo di Pasqua condotta dal Maestro Cioccolatiere Giovanni Solombrino. Ma la vita di questi semi e la bevanda che ne scaturisce non fu facile e ci volle oltre un secolo per diffondersi in tutta Europa e farsi apprezzare sotto forma di bevanda calda. La polvere ricavata dai semi tostati fu inizialmente trattata dagli Europei come una spezia, destinata quindi ad arricchire i piatti salati dell’alta cucina rinascimentale. È solo dopo la rivoluzione industriale che alcuni anonimi e geniali maestri di vari paesi europei riuscirono a creare il cioccolato solido che divenne così disponibile per tutti. Nel 1879 il pasticcere Rodolphe Lindt scoprì il “concaggio”, metodo che permise di trasformare la massa sfaldabile, amarognola e sabbiosa nella forma di cioccolato che si fonde al tepore della bocca e delizia il nostro palato. Una serata all’insegna della curiosità gastronomica che ci ha coccolato con cioccolatini prodotti dai Soci e quindi doppiamente buoni.                                                                                                                     IL PRESIDENTE                                                                                                                    Aldo Quadrani