Pompeo Molmenti, nato a Venezia nel 1852, è stato uno scrittore, storico, politico italiano, Senatore e Deputato del Regno d’Italia.
Nel 1885 sposò Amalia Brunati, una giovane signora bresciana discendente da un’antica famiglia di Salò, la quale gli portò in dote la bella villa di Moniga del Garda, munita di parco e podere coltivato a vite, declinante dalle colline moreniche verso le sponde del lago.
La signorile dimora secentesca, invidiabile tutt’oggi per le amenità naturali, venne impreziosita con paesaggi dipinti dagli amici pittori veneziani del Molmenti.
Nella quiete del Benaco, ove ancora echeggiano i versi di Catullo, Molmenti trovò il luogo ideale dove fare decantare le faticose ricerche d’archivio e produrre numerose pubblicazioni e articoli giornalistici.
In più occasioni egli espresse la sua predilezione per questi luoghi, e quindi si può sostenere che il Garda e Brescia gli furono seconda patria, dopo l’insostituibile Venezia.
Era inevitabile che la sua presenza e la sua statura culturale lasciassero importanti segni nella vita bresciana. Molmenti partecipò a tutti gli eventi e a tutte le manifestazioni culturali più rilevanti celebrate in Brescia e provincia dal 1885 al 1928, anno della sua morte.
Nel 1904 presenziò all’inaugurazione della grande “Esposizione Bresciana” avvenuta alla presenza di Re Vittorio Emanuele III.
In questa occasione il suo celebre vino, ossia il Chiaretto del Garda, ottenne la prima medaglia d’oro.
Il Chiaretto del Garda, prodotto sulla riviera bresciana del Lago di Garda, è un vino prodotto con uve completamente mature di Groppello, Sangiovese, Marzemino e Barbera.
Il luogo tipico di produzione di questo vino, color petalo di rosa, è la Valtènesi, ossia quella parte di sponda bresciana del Lago di Garda coperta di vigneti che seguono le pendici delle colline moreniche e che comprende i comuni di Padenghe, Moniga, Manerba, San Felice, Puegnago, Polpenazze e Soiano.
La tradizione vuole che oltre un secolo fa, esattamente nel 1896, Pompeo Molmenti sia stato il primo a vinificare il Chiaretto nelle cantine della villa di Moniga, grazie alle conoscenze in materia da lui acquisite durante i viaggi effettuati in Francia.