Il 23 aprile di ogni anno a Torgiano si festeggia San Giorgio, un’antica tradizione che vede nei fuochi propiziatori un augurio di buon auspicio per la vendemmia futura. 
È una tradizione che trova le sue radici nella ritualità magico-religiosa di origine pagana, celebrata da tempi immemorabili, ma ancora molto sentita a Torgiano, animata negli ultimi anni dalla Compagnia dei Vignaioli e Tavernieri di Torgiano. 
La notte del 23 Aprile, in campagna si accendono dunque grandi fuochi con i sarmenti delle viti, cioè i residui della potatura, falò che illuminano le colline fino a tarda notte.
Il Piccolpasso annota questi fuochi già nel XVI secolo definendoli “antica usanza”. L'uso di accendere i fuochi per propiziarsi le divinità si perde infatti nella notte dei tempi. La vite che brucia risana la vite che germoglia in primavera, il pericolo delle infezioni per le viti viene combattuto così come il drago, sconfitto secondo la leggenda da San Giorgio, il santo guerriero difensore del bene contro il male.
L'evento è occasione per un brindisi conviviale e per una merenda, e ,oggi come allora, si festeggia con piatti di cucina tipica quali panino con porchetta, fave e pecorino, arvoltli con sale o con zucchero (secondo i gusti), torcolo. Il tutto annaffiato con del vino di Torgiano DOC, che quest’anno festeggia il 50° anniversario dal suo conferimento. Nell’occasione si è anche tenuta l ‘Assemblea Ordinaria del Consiglio Maggiore per il rinnovo delle cariche sociali. Sono stati proclamati componenti del Consiglio dei Rettori i Confratelli: Massimo Alberti, Luigi Bucataio, Mauro Fico, Matteo Lupi Grassi, Sergio Mercuri, Luigi Minelli, Erasmo Natalini, Fernando Tarini, Rolando Torresi, cui andranno aggiunti, come da Statuto,  il rappresentante delle Pro Loco del Comune di Torgiano ed il rappresentante dell’ Amministrazione Comunale di Torgiano. Componenti del Collegio dei Buoni Uomini i Confratelli: Giovanni Burini, Antonino Cutrona, Antonio Panzarola, Elio Piccionne, Vincenzo Schiaccianoce.