Il 20 maggio 2018 la Confraternita ha celebrato il quarto  anniversario.

La festa è stata molto  sentita e molto partecipata svolta in Villa Damiani a Campese, sede degli incontri della Confraternita. Molte le Confraternite presenti e molte altre, impegnate nei loro capitoli, hanno simpaticamente inviato i loro saluti e auguri. Vanno ricordate le Confratenite e Associazioni che hanno allietato la festa con la loro presenza: la UCET-Unione Circoli Enogastronomici del Triveneto, la Confraternita Veronese del Boncuciar, la Confraternita Erbette e Pissota di Verona, la Confraternita della Sopressa Nostrana, la Chaine des Rotisseurs, la Confraternita della Pasta Fresca, la Confraternita La Caminazza, la Confraternita dei Nostalgici del Tabar di Sant'Antonio Abate,  la Confraternita del Raboso Piave, l'Associazione Erbe a Tavola, la Contraternita Tavola Veneta.  È stata data lettura dei messaggi di saluto e augurio pervenuti dal Presidente CEUCO Carlos Martin Cosme, dal Presidente della FICE Marco Porzio, dalla gentilissima Presidente AnnaLuisa Mancini della Imperial Castellania di Suavia e del Vino Bianco Soave, dall'On.le Luciano Righi Presidente della Venerabile Confraternita del Baccalà alla Vicentina, dal Presidente Otello Fabbris dell'Associazione internazionale Culturale Amici del Merlin Cocai. Saluti e auguri che i presenti hanno ricambiato con entusiasmo.


Il programma della giornata prevedeva la Santa Messa, in omaggio all'origine cristiana della Confraternite, come indicato dal Grande Maestro Francesco Mazzoli. Nella piccola borgata di Campese esistono due luoghi sacri che sono perle storiche e che con l'opportunità della Messa diventano tappe obbligatorie. 
Il Monastero di Santa Croce costruito nel 1124 d.C. e la Pieve di San Martino del VIII-X sec.
Sono seguite la sfilata e l'incontro a tavola.

In apertura è stato presentato un documento,  in difesa del patrimonio enogastronomico italiano, che in sintesi evidenzia i fatti che hanno avuto serie conseguenze sui prodotti agroalimentari italiani. 

A tavola fra le altre pietanze viene sempre servito, come tradizione, il piatto “i fasoi in salsa col bussoeà forte de Bassan”  che ha dato il nome alla  Confraternita.

A metà pomeriggio col caffè e numerosi  grappini consumati nel parco si è concluso l'incontro con un gioioso arrivederci. 
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