E’ un’espressione - ‘C’erano persone arrivate da ogni dove’ - che si usa abbastanza spesso quando si vuole dare enfasi a una nutrita partecipazione. Una forma più o meno esagerata, secondo le occasioni, naturalmente. Poi, però, capita che – se non nel senso letterale – l’espressione assuma un valore più concreto. E’ quanto è successo, ad esempio, domenica 20 gennaio a Susegana, in occasione del 20° compleanno della Congrega dei Radici&Fasioi. A celebrare l’avvenimento, infatti, c’erano alcune centinaia di persone, in rappresentanza di 18 Confraternite italiane e di 6 arrivate dal Portogallo, dall’Estonia e da Macao. Insomma: non proprio dai quattro angoli della terra, ma insomma.

Accolti, in una mattina tersa e stuzzicante, dal magnifico complesso del castello di San Salvatore, sulla collina che sovrasta Susegana. Un castello dal quale si gode una straordinaria vista su uno degli scorci più emblematici della campagna trevigiana. Venti anni e non sentirli, naturalmente. Il Gran Mastro, Antonio Roccon, nel suo intervento di saluto, ha ricordato la genesi della Congrega. “Eravamo un gruppo di amici desiderosi di fare qualcosa per conservare le tradizioni del nostro territorio; con un’attenzione particolare per la cultura e l’enogastronomia, dedicandoci a diffondere la conoscenza e l’apprezzamento per i ‘radici e fasioi’, un piatto storico del territorio. Un comune passione, declinata poi con la nascita della Congrega”. In apertura, c’era stato il saluto della Principessa Isabella Collalto De Croy, che ha voluto ricordare il solido legame tra la Congrega e il castello. “Ricordo con piacere un’analoga festa, sempre ospitata al castello, per i primi dieci anni di attività della Congrega. Allora, tra l’altro, mio figlio diciottenne entrò a far parte della Congrega stessa. E questo mi sollecita ad augurare che, tra altri dieci anni, ci si possa ritrovare per un nuovo compleanno”. E’ toccato poi al primo cittadino di Susegana, Vincenza Scarpa, portare il saluto dell’Amministrazione e, assieme, quelli del presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali. “Quel 1999 era stato caratterizzato da molti eventi che hanno segnato la storia del Paese e del mondo. Ed è bello che, anche nel nostro ambito, si possa annotare un momento dal quale sono scaturite tante occasioni di crescita della comunità”. Il saluto della Federazione è stato, invece, portato dal presidente Marco Porzio. “Realtà come la Congrega, con i suoi appassionati associati, e la guida scoppiettante del Gran Maestro Roccon, sono la più concreta ed efficace conferma che la condivisione e l’impegno - che connotano l’attività della Fice - hanno solide basi su cui costruire”. La parte ufficiale della cerimonia è proseguita con l’intronizzazione di nuovi Confratelli. Quelli effettivi sono Ezio De Zotti e Costantino Gava; ma la platea si è allargata anche con gli onorari. Il primo dei quali è stato Antonio Loureiro, della Confraternita portoghese ‘De Albergaria’ di Velha, cittadina di cui è anche sindaco. Un rapporto, quello con la zona del Portogallo a sud di Oporto, che Roccon aveva avviato alcuni mesi fa, durante una trasferta alla scoperta della ‘broa’, un pane la cui tradizione risale molto indietro nel tempo. Il secondo socio onorario, invece, arrivava da molto più vicino, da Cesiomaggiore (Bl) per la precisione. Si tratta di Fabio Bona, presidente della Confraternita del Formaggio Piave dop. E poteva forse mancare, in questa occasione, l’attenzione al ‘rosa’? No, ovviamente. D’altra parte, già da qualche tempo la Congrega prevede la presenza delle Dame. Un gruppo che si è arricchito, in questa occasione, con l’entrata di tre nuove affiliate: Dina Battel, Gabriella Zavan e  Monica Lavina. Chi conosca, anche solo superficialmente, il Gran Maestro, però, sa che bisogna sempre aspettarsi novità e sorprese. Per il ventennale, ecco la nascita di nuove figure: le giovani dame e giovani discepoli. “Chissà se saranno, come noi speriamo, la linfa per il futuro della Congrega. In tutti i casi – registrava Roccon - serberanno un ricordo indelebile di questa giornata che li ha visti protagonisti assieme a tanti confratelli arrivati anche da lontano”. Ad aprire il capitolo dei giovani sono stati Valentina Bianchi, Giorgia Zava e Marco Zava. Molto compunti e senza timori, i tre hanno retto benissimo la scena. La parte ufficiale dell’incontro, filato via senza intoppi o lungaggini, si è conclusa con la consegna dei premi ‘Arte Culinaria Veneta’, giunta alla terza edizione, la chiama delle Confraternite e il ringraziamento a quanti hanno reso possibile l’evento. ‘Arte culinaria’ è stato assegnato al ristorante ‘Nuovo Ranch’ di Cesarino Maitan, alla cantina ‘Bortolin Angelo Spumanti sas’ di Desiderio Bortolin e – per i media – a ‘Telechiara’, a ritirare c’era Angelo Squizzato, e a ‘La Tribuna di Treviso’, per la quale c’era Giorgio Sbrissa. Quanto ai sostenitori, riconoscimenti Roberto Grigolin, la Banca della Marca, l’Alumax e Saccon Gomme.

Quindi le foto di rito, sulla ribalta del castello di San Salvatore, e lo studio e l’apprezzamento dello spartito, predisposto per l’occasione.   
Al castello di San Salvatore, per festeggiare i 20 anni, c’erano le Confraternite Broa d’Avanca, Carne Madeira, de Albelgaria e Sabores do Botareu (dal Portogallo), quella Estone e quella di Macao.

E le italiane; Snodar, 12 Apostoli, Baccalà alla vicentina, Bigoi al torcio,Tavola veneta, Leoniceno Colli Berici, Dogale della Marca, Corniola, Birra trappista, Nostalgici del Tabàr di Sant’Antonio Abate, Caminaza, Raboso Piave, Pasta fresca, Salame di Varzi-Pegaso, Soppressa s. Giacomo minore, Formaggio Piave dop, Della Vite e del Vino, Gorgonzola di Cameri.