L’evento che il Club Enogastronomico Viterbese ha proposto per il mese di febbraio ha offerto un doppio motivo di interesse: “ritrovare” uno storico locale viterbese e conoscere una giovane realtà vitivinicola che proviene però da una tradizione di arte e gusto consolidata.

La conviviale è stata ospitata, sabato 23 febbraio, presso il Caffè Schenardi che ha sede nell’edificio quattrocentesco passato dai Chigi ai Bussi ai Verreschi, con un utilizzo sempre commerciale fino al 1798, quando fu trasformato in Albergo Reale dal romano Giuseppe Cassani. Nel 1818 Raffaele Schenardi “caffettiere e cuoco” napoletano aprì al piano terra un Caffè Ristorante. Agli Schenardi, successori di Raffaele e proprietari per tutto l’800, si deve l’attuale assetto e decorazione, rinnovati su progetto dell’architetto romano Virginio Vespignani tra il 1855 e il ‘59. Nei decenni successivi gli ambienti furono in più riprese abbelliti e furono i primi in città a essere dotati di illuminazione a gas. Oltre la pasticceria vi si producevano birra e gassosa e, nei mesi estivi, vi operava un rinomato gelatiere napoletano.

Le sale bianco e oro sono state la giusta cornice della presentazione e degustazione dei vini della Cantina Podernuovo di Giovanni Bulgari, una produzione di qualità ed eccellenza, caratteristiche che Giovanni Bulgari ha acquisito dalla più rinomata tradizione della famiglia: la realizzazione di gioielli preziosi di alto design. La cantina situata nelle colline di San Casciano dei Bagni, progettata da Alvisi e Kirimoto,  alleva le uve tipiche del senese, Sangiovese, Cabernet Franc e Sauvignon, Merlot e Montepulciano.

Ha partecipato alla conviviale Francesco Poggi, direttore commerciale dell’azienda, che ha guidato gli ospiti alla conoscenza e degustazione dei vini più rappresentativi della Cantina Podernuovo, abbinati ad uno spartito studiato per l’occasione.                                                                                                                       


IL PRESIDENTE
                                                                                                                  
Aldo Quadrani