Il primo week end di marzo ha richiamato nel Salento una folta rappresentanza di confratelli e consorelle provenienti da diverse regioni d’ Italia. Unitamente a Marco Porzio, Presidente nazionale  FICE e Gran Casaro Cerimoniere della Confraternita del Gorgonzola di Cameri, Fabio Bona insieme ad una nutrita rappresentanza della Confraternita del Formaggio Piave DOP di Busche di Cesiomaggiore, ci hanno onorato della loro presenza:  Circolo Enologico Leoniceno dei Colli Berici di Lonigo, Confraternita Enogastronomica Bresciana della Grappa, Vini ed Antichi Sapori, Confraternita del Capocollo di Martina Franca, Confraternita Dogale della Marca di Mogliano Veneto, Ordine dell’Amarena e del Nebbiolo di Sizzano.

Un’ edizione più affollata del solito e con un programma nutrito che in tre giorni  hacoinvolto i partecipanti in un cammino alla scoperta dei luoghi, dell’ enogastronomia e della cultura del Salento.

Come al solito, la “Confraternita del Pampascione Salentino” ha organizzato la manifestazione  con l’ intento di accompagnare gli amici presenti tra le peculiarità del Salento, cercando di abbinare al puro piacere conviviale diversi approfondimenti relativi alla nostra storia ed alle tradizioni locali.  Il tutto nel segno dalla celebrazione della nostra cipolletta violacea, simbolo della cucina povera, ed a km 0,  a noi tanto cara.

Il nostro tour ha avuto inizio a Leverano, centro di origine altomedievale che sorge sulla fertile pianura dell’entroterra salentino in un territorio  particolarmente predisposto per la coltivazione e per i vigneti. Qui siamo stati ospiti della cantina “Conti Zecca”, azienda di prestigio nell’ eccellente varietà di vini salentini. L’ azienda sin dai primi del ‘900 è impegnata nello sviluppo del ciclo produttivo dalla coltivazione alla vinificazione delle uve dei propri possedimenti, senza mai alterare i sottili equilibri del luogo. In contemporanea alla visita delle aree di produzione, nell’ accogliente enoteca abbiamo degustato, guidati dalla passione e dalla competenza di Fabrizio Miccoli, Vice Presidente della delegazione leccese dell’ Associazione Italiana Sommelier,  alcuni dei vini prodotti negli oltre 320 ettari su cui si sviluppano i vitigni dell’ azienda.

Da Leverano ci siamo spostati nella vicina Copertino, tra le più suggestive cittadine del Salento, che incanta i visitatori con le meraviglie architettoniche  i cui fregi prendono forma dalla caratteristica pietra leccese. Ad attenderci  vi era il Sindaco,  Prof.ssa Sandrina Schito; ci siamo addentrati tra le stradine del centro storico ed abbiamo visitato i luoghi legati a San Giuseppe da Copertino, il Santo dei voli, protettore degli aviatori ma anche degli studenti, in un percorso estremamente coinvolgente.

Per il primo appuntamento a tavola abbiamo raggiunto la nostra Alezio, e precisamente il ristorante “Le Macare”, per una “overture” curata dalla apprezzatissima chef Daniela Montinaro.

La giornata di sabato ha interessato la zona del Capo di Leuca con una pluralità di momenti di varia estrazione. In prima mattinata siamo giunti presso l’ oleificio FORESTAFORTE di Gagliano del  Capo, azienda creata dal Dott. Giovanni Melcarne, agronomo ed ambasciatore dei sapori e dei profumi del Salento in italia e nel mondo. Il marchio “ Forestaforte” è frutto di tanta passione ed anche il risultato di un impegno rivolto alla  ricerca dell’ innovazione ed al raggiungimento di elevati standard qualitativi nel rispetto delle tradizioni. Nel corso della visita il Dott. Melcarne, oltre a presentare e far degustare i propri prodotti, si è soffermato inoltre sulle problematiche legate agli effetti del batterio chiamato Xylella fastidiosa che negli ultimi anni ha distrutto un numero elevato  di olivi secolari presenti in questo territorio. Una zona, quella salentina, in cui l’olivo non rappresenta semplicemente una pianta bensì un elemento fondamentale per la vita e lo sviluppo.  Il Dott. Melcarne , da sempre impegnato anche nell’ opera di sensibilizzazione per tentare ogni possibile intervento per debellare questo male, ha esposto ai convenuti le cause della mancata soluzione dl questo dramma ambientale.

Da Gagliano il gruppo si è trasferito ad Alessano, Comune dove nacque Don Tonino Bello, scomparso nel 1993 e ricordato come uomo di Chiesa sempre in prima linea per favorire la pace e l’uguaglianza. Dopo aver visitato i luoghi in cui lo stesso visse in giovinezza, ci siamo recati in cimitero per alcuni momenti di raccoglimento sulla sua tomba.

Dopo aver gustato a pranzo le prelibatezze marinare da “Mangiamare” , ristorante ubicato a Felloniche, nei pressi di Santa Maria di Leuca,  nel trasferimento verso Gallipoli  abbiamo fatto sosta a Presicce, uno dei “borghi più belli d’ Italia” , per far visita ai frantoi ipogei ed  ai monumenti del centro storico.

La cena, presso l’ agriturismo “Le Site” a Corigliano D’ Otranto, ha costituito l’ occasione per gustare i piatti più tradizionali della cucina salentina,  ufficializzare, alla presenza del Presidente Marco Porzio, il gemellaggio con gli amici di Martina Franca, e  procedere allo scambio dei doni con le confraternite presenti. Da parte nostra  la scelta è ricaduta sulla composizione di un cestino contenente, oltre ai vasetti a base di pampascioni, anche una pigna in terracotta, realizzata magistralmente dalle “Ceramiche Benegiamo “ di Cutrofiano, che è un oggetto tradizionale che porta con se’ un valore simbolico di abbondanza, fecondita’ e buona fortuna per la famiglia e la casa.

Il terzo giorno ci ha visti impegnati tra i monumenti nella splendida Lecce ed anche nella visita del Castello Carlo V .

A seguire ci siamo trasferiti nella vicina Acaya, città fortificata del XVI secolo e luogo di riferimento, insieme a Galugnano, per la raccolta dei pampascioni. Qui abbiamo pranzato presso la trattoria  “Nonno Pici”, ormai da anni punto di riferimento per soci e simpatizzanti della nostra confraternita, per degustare le più svariate pietanze a base del “ muscari comosum”. Abbiamo poi riservato le prime ore del pomeriggio alla visita del borgo e del castello di Acaya e , successivamente, ci siamo diretti verso Galatina. Il finale della giornata è stato impegnato dalla visita di questo cento storico ed in particolare della basilica di Santa Caterina d’ Alessandria, uno dei più insigni monumenti  dell’ arte romanica pugliese che custodisce magnifici affreschi.

Nella stessa cittadina si è svolto l’atto conclusivo, ossia la cena, presso il ristorante “Incoho”  dove lo chef Mario Manconi  ha proposto un menu di piatti tradizionali  rielaborati per l’ occasione.

Se pur dispiaciuti per il  commiato,  si è conclusa un’ esperienza coinvolgente in cui ci auguriamo di essere riusciti a realizzare quanto era nelle aspettative. E’ inutile rimarcare come gli incontri tra confraternite siano l’ essenza per  realizzare i principi fondamentali su cui si fonda la FICE. Da parte nostra, assaporando la soddisfazione di quanti vi hanno preso parte, ci auguriamo che anche per le prossime edizioni del Convivium si rinnovi in tanti altri confratelli  il desiderio di ritornare a trovarci nel Salento.