La cultura si occupa necessariamente della “bellezza”, rinvenibile ovunque l’uomo rivolga il suo interesse poichè ciò dipende dallo sguardo con cui si affronta l’argomento e dalla sensibilità e dalla storia che sostengono il nostro agire. Ecco spiegato come la cultura, connessa alla tradizione del nostro territorio – che vede nello stoccafisso un alimento indissolubilmente legato ai ricordi familiari – possa costituire tramite fra due realtà apparentemente lontane fra loro.Scopo del Rotary è incoraggiare e sviluppare l’ideale del “servire” inteso come motore e propulsore di ogni attivitàNel verbo “servire”, c’è ovviamente spazio per tutto ciò che attiene alla cultura del luogo di riferimento e dei suoi abitanti. Il Rotary Club di Osimo, nella persona del suo Presidente, avvocato Gianlorenzo Pangrazi, ha inteso quindi dedicare una serata conviviale alla conoscenza di uno degli alimenti storicamente più radicato nel nostro territorio: lo stoccafisso. Gradita ospite della serata non poteva che essere l’Accademia dello stoccafisso all’anconitana, associazione da oltre venti anni impegnata nella tutela, promozione e diffusione della cultura di tale nobile alimento.Assolutamente all’altezza dell’evento il luogo di incontro fra i due club: alle pendici del magico promontorio del Conero, nello splendido territorio del comune di Sirolo, il ristorante “Braque” del Conero Golf Club, locale guidato magistralmente dal suo chef Marco Braconi.Espletate le presentazioni di rito, il Presidente Pangrazi ha invitato il legale rappresentante dell’Accademia ospite, avvocato Pericle Truja, ad illustrare ai presenti la storia dell’arrivo dello stoccafisso nel nostro territorio. La vicenda trova fonte nei diari di Pietro Querini, navigatore e mercante di nobile famiglia veneziana. Questi, partito da Creta per le Fiandre nell’aprile del 1431, al comando della caracca Gemma Querina, con un carico di Malvasia e altre preziose mercanzie di provenienza mediorientale, dopo numerose sfavorevoli avventure, tra cui il danneggiamento della chiglia e del timone del veliero, fa naufragio a Sud dell’Irlanda. L’equipaggio, dopo una lunga navigazione alla deriva su un’imbarcazione di soccorso, raggiunge le acque delle isole Lofoten in Norvegia, duecento chilometri oltre il Circolo Polare Artico. Tratti in salvo dai pescatori dell’isola di Røst, che nei diari vengono descritti come una comunità pura e generosa, Pietro Querini ed i naufraghi superstiti, rientreranno a Venezia dopo un lungo viaggio via terra, nel febbraio del 1433. A questa vicenda gli storici fanno risalire l’inizio del commercio dello stoccafisso dalla Norvegia all’Italia.La presentazione dell’Accademia è stata, inoltre, affidata al suo Segretario, Gilberto Graziosi, che ne ha ripercorso la storia ventennale con dovizia di particolari e significativi aneddoti.In tavola, non poteva mancare il protagonista della serata: paccheri al ragù di stoccafisso e stoccafisso nella sua ricetta tradizionale, hanno deliziato i commensali, accontentando anche i palati più esigenti, grazie alla maestria dello chef Braconi.Lo scambio di gagliardetti fra i Presidenti delle rispettive Associazioni ha posto termine alla serata, nel più cordiale e sincero spirito di reciproca stima e di fattiva collaborazione.