“Passerà anche questa stazione senza far male / passerà questa pioggia sottile come passa il dolore” cantava Fabrizio De André in Hotel Supramonte. La stazione è un luogo attraversato da impalpabile malinconia e da velata tristezza. E’ l’attesa della partenza e la nostalgia dell’approdo, l'occasione per esprimere il rimpianto e la speranza. Intorno alla stazione scorre la vita, la vita sincera del sentimento del luogo. Il bello ed il brutto dell’esistenza caotica, rumorosa, inquinata che c’è stata imposta dalla malsana logica del presunto progresso. E’ proprio lì, dove germoglia la vita, che nascono le esperienze più significative ed interessanti. I luoghi di ristoro, storicamente, sono sorti nei centri di aggregazione o di passaggio, pronti ad intercettare ogni possibile potenziale cliente. Ma i valichi di frontiera, come le stazioni, hanno da sempre portato storie, suggestioni, esperienze, novità. Luoghi magici d’incontro e di calore umano. L’Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana, oltre a tutelare la tradizione enogastronomica dell’omonimo pesce, affronta costantemente un avventuroso viaggio fra i protagonisti della sua storia, così come scritta nell’ambito delle mura cittadine. E’ un modo per testimoniare una sorta di ringraziamento verso coloro che hanno avuto “cura del giardino”, premura della protezione dei ricordi.Tempio di tale sentimento è certamente il “Ristorante Gino”, da sempre affacciato sulla piazza antistante la stazione, la nostra Stazione. Un luogo magico, denso di ricordi infantili, a volte veloci e sfuggenti, ma sempre legati profondamente ai sentimenti della città. Un menù dedicato da Umberto Polverini e da sua figlia Michela all’Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana che ha risposto all’invito con entusiasmo e partecipazione, occupando tutte le sale dello storico Ristorante. Un’atmosfera d’altri tempi, calda, vissuta, amicale, densa di colori, profumi e suggestioni. Un incessante via vai di camerieri intenti a rendere la serata all’altezza delle aspettative degli ospiti. Ben disposti da un calice di prosecco di Villa Sandi, ecco in tavola un antipasto di baccalà con verdure pastellate, alici impanate e salatini sfogliati. Quindi, una evocativa polentina con scaglie di stoccafisso e paccheri proposti nel rispetto della più ortodossa tradizione cittadina. Giusto il tempo di accompagnare il tutto con un pregevole Verdicchio dei Castelli di Jesi di Moncaro per quindi accogliere nel piatto il protagonista della serata: lo stoccafisso all’anconitana nella declinazione della storica ricetta di Umberto e di sua figlia Michela, vestale della tradizione familiare. Con un secondo così ben strutturato e denso di sapori ancestrali, ben si accompagnava un vino di gran stoffa e corpo, la Lacrima di Morro d’Alba dell’Azienda Agricola Pellegrini. A conclusione della cena, un trionfo di dolci della casa, le “delizie di Michela”, sapientemente abbinati ad un “Vino e Visciole” di Moncaro. Molto gradito ed apprezzato, quindi, il percorso degustativo offerto dall’Accademia ai numerosi ospiti, oltre centoventi, intervenuti all’evento. Fra questi, il Presidente, Maurizio Ricci, ed alcuni componenti del Consiglio Direttivo dell’Associazione Amici del Verdicchio dei Castelli di Jesi, a testimonianza di una fattiva ed intensa collaborazione in atto fra le due realtà locali. L’occasione conviviale ha consentito al Presidente dell’Accademia, Pericle Truja, di formulare i più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che hanno prestato la propria collaborazione a favore dell’Associazione nel corso del trascorso esercizio sociale, permettendo il raggiungimento di traguardi sempre più impegnativi e coerenti con gli scopi statutari. In particolare, dopo un doveroso e sincero ringraziamento a tutti i componenti del Consiglio Direttivo, il Presidente ha inteso sottolineare il particolare contributo prestato dai consiglieri Aldo Roscioni e Cassandra Mengarelli, incaricati di svolgere il delicato compito di interlocutori con i ristoratori. Un doveroso ringraziamento è stato, inoltre, rivolto ai componenti del Collegio dei Sindaci Revisori presenti all’evento, Andrea Gioia e Mauro Tiriduzzi, nonché a quelli del Comitato dei Probiviri, Uliano Giannini e Ivo Giannoni, con l’ingresso del nuovo componente Annalisa Galeazzi. Infaticabile, inoltre, l’attività del Tesoriere, Gilberto Gasparoni, nell’espletamento del suo delicato compito associativo. L’occasione è stata particolarmente propizia per presentare a tutti i gentili ospiti il nuovo Segretario dell’Accademia, Elio Brutti, al quale il Consiglio Direttivo ha rivolto il proprio apprezzamento, con l’augurio di buon lavoro.