Il 13 giugno 2026, la suggestiva cornice dell’Abbazia di Praglia (a Teolo, sui Colli Euganei) ha ospitato il Convegno organizzato dalla Confraternita del Lesso e della Pearà.
Argomento il Cibo come Rito e Celebrazione: Il titolo stesso, “Nutrirsi Celebrando”, ha fatto da filo conduttore.
La scelta dell’Abbazia di Praglia non è stata casuale.
È stato evidenziato il ruolo storico dei monasteri benedettini nella conservazione delle tecniche agricole, nella viticoltura e nella creazione di una cultura del cibo legata ai ritmi della terra e dello spirito.
Convivialità e Accoglienza: Oltre agli aspetti storici, si è discusso del valore sociale della tavola oggi, in un’epoca che rischia di perdere la dimensione della lentezza e dell’incontro a favore del consumo rapido.
I relatori hanno esplorato come l’atto del mangiare, nelle grandi tradizioni storiche e religiose (sposandosi perfettamente con il contesto monastico di Praglia), sia da sempre un momento sacro di condivisione, festa e memoria collettiva.
Ha aperto il Convegno, introdotto dal presidente della confraternita Leopoldo Ramponi,
l’ Onorevole Lorenzo Fontana presidente della Camera dei deputati della Repubblica Italiana che ha valorizzato l’operato delle confraternite enogastronomiche e in modo particolare ha omaggiato, essendo Veronese, la pearà che caratterizza l’identità culturale enogastronomica di Verona.
Otello Fabris co-fondatore del “Macaronicorum Collegium Amici di Merlin Cocai” ha parlato del Benedettino
Teofilo Folengo, che con lo pseudonimo di Merlin Cocai, è considerato una sorta di nume tutelare della gastronomia italiana perché ha inventato la poesia maccheronica.
Nelle sue opere, come il celebre “Baldus”, ha descritto in modo giocoso e satirico grandi mangiate a base di maccheroni e cibi sostanziosi, nobilitando la cucina popolare e rendendo il maccherone un simbolo dell’identità culinaria italiana.
Elena Cardinali, giornalista e nostra socia storica
ha unito cultura, spiritualità e storia della gastronomica, focalizzandosi sul profondo significato del cibo non solo come mero sostentamento e valori etici quali il rispetto e il riciclo del cibo ma come atto di comunione, celebrazione e identità territoriale.
Moderatori:
Ivan Bertani, giornalista e vice Presidente della Confraternita del Boncuciar e Daniele Bellinazzi, organizzatore della parte culturale dell’evento.
La Valorizzazione della Tradizione Veronese e Veneta: La Confraternita ha ribadito il suo ruolo custode della tradizione del lesso con la pearà, la celebre salsa veronese a base di pane grattugiato, midollo, brodo e abbondante pepe. Il piatto è stato preso a simbolo di una cucina “povera” ma ricchissima di storia, capace di aggregare le persone attorno alla tavola.
Al termine del convegno è seguita la visita all’Abbazia e alla sua cantina storica che offre un’esperienza unica tra spiritualità e tradizione vitivinicola benedettina.
Il percorso ha incluso i suggestivi chiostri (Botanico e Pensile),
Il tour del complesso monastico e della cantina si è articolato nelle seguenti tappe:
Monastero: i chiostri rinascimentali, la Basilica dell’Assunta, il refettorio monumentale e la Loggetta Belvedere.
Cantina Storica: Ricavata sotto il chiostro pensile, è il luogo dove i monaci coltivano 10 ettari di vigneti e producono vini fermi, passiti e spumanti metodo classico (seguendo la storica tradizione benedettina).
Come da tradizione per gli eventi della Confraternita, la parte culturale e congressuale è stata seguita da un momento conviviale, dove i partecipanti hanno potuto sperimentare sul campo il connubio tra celebrazione e nutrimento, degustando i prodotti del territorio e i piatti della tradizione celebrati durante la giornata.
Ha concluso la giornata
La visita al Museo Luxardo a Torreglia (PD) che offre un percorso immersivo nella storia e nella produzione di una delle distillerie più antiche d’Europa.
Durante il tragitto, che unisce documenti storici e postazioni multimediali si possono scoprire le tecniche di lavorazione e la storia di prodotti iconici.
Daniele Bellinazzi

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