Domenica 24 maggio la Confraternita del Sanbajon e dij Noasett di Chivasso ha festeggiato il quarantaquattresimo anno di vita con un’uscita ad Andezeno. Il ritrovo per gli ospiti era presso la Cantina Balbiano che da ottant’ anni opera presso la cittadina alle porte di Chieri. Le colline del Po, abbracciate dal grande fiume, si estendono a Sud del Po, quasi un’estensione ed elevazione del Monferrato e comprendono anche il territorio chivassese. Su queste colline, da tempi immemorabili, contadini caparbi hanno coltivato viti e, nel caso del Chierese, il vitigno del Freisa è stato il padrone assoluto di casa. La ditta Balbiano si è specializzata nella produzione di questo vino che può essere secco o amabile, fermo o spumantizzato. Da alcuni anni, i fratelli Balbiano, attuali conduttori dell’azienda vinicola, hanno accettato la sfida di reimpiantare il vigneto reale della Villa della Regina di Torino che era stato abbandonato dopo la Seconda Guerra Mondiale e da questo vigneto si produce un vino unico con le uve di uno dei pochissimi vigneti urbani al mondo. Oltre alla visita delle cantine di produzione, dove si ergono grossi botti in acciaio, si attraversano le cantine di affinamento e poi un corridoio con grandi macchine del tempo passato che ora non si usano più ma che fanno parte della storia della vinificazione. Da questi corridoi si entra, poi, in un grande locale dove si possono osservare molti oggetti che sono stati utilizzati dai contadini nel secolo passato: è il Museo delle Contadinerie dove si trova di tutto, dal potagé, alla madia per impastare il pane, dal filatoio al telaio per tessere le pezze di canapa, cotone e lino, per i più ricchi, che servivano per le lenzuola, gli asciugamani e le tovaglie delle famiglie. Non si deve dimenticare che nel Chierese, verso Poirino, vi erano, ancora nel secolo scorso, grandi fabbriche manifatturiere di teleria. Ci sono poi mille altri oggetti, come i deschetti del calzolaio, l’attrezzo per togliere il riccio alle castagne, una Lambretta, biciclette e altri ammennicoli vari raccolti da uno dei fratelli Balbiano con molta cura. Infine, due stanze in cui sono raccolti giocattoli che hanno reso felici molti bambini del Ventesimo secolo, come trenini, tricicli, birilli, cavalli a dondolo, macchinine, slittini e via di seguito. Dopo la visita ai vari ambienti, accompagnati dalle guide, gli ospiti si sono diretti a Mombello Torinese dove, nel ristorante scelto dagli organizzatori, si è svolta la cerimonia ufficiale con l’ammissione di tre nuovi soci. Due confratelli, Pietro Caruso e Luca Bassano e una consorella, Marilina Mattana e la chiamata delle confraternite ospiti che, quest’ anno, erano ben diciotto. È seguito il convivio, gustato da ottanta ospiti, nel quale sono stati presentati piatti tradizionali con alcune variazioni: l’arista cotta con mele spadellate, flan di ortica con fonduta di Castelmagno e via dicendo. Il brindisi finale si è tenuto verso le 16,30 e la Confraternita chivassese dà appuntamento ai buongustai al pranzo degli ” Antichi Sapori” che si terrà nel mese di ottobre.
Franca Sarasso

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