Domenica 19 maggio 2024, la Confraternita del Sambaion e dij Noasètt ha celebrato i 42 anni di attività.
L’evento si è svolto al castello di Bardassano di proprietà dei conti Giriòdi di Monastero di Panissera che, dopo le aperture in occasione delle giornate Fai, hanno concesso in via straordinaria al sodalizio chivassese la possibilità di entrare nella loro proprietà. La giornata è iniziata con la visita guidata ai due piani del castello, edificato intorno all’anno 1000. Nel chiostro, adeguatamente preparato, si è svolta poi la cerimonia ufficiale, presente il sindaco di Gassino, Paolo Cugini, che per la prima volta ha avuto occasione di conoscere la Confraternita e si è augurato di instaurare altre collaborazioni.
L’Abbà 2024, Marcello Sesia, ha portato i saluti della Bela Tolera, Simona Isnardi, Assente per motivi familiari e si è augurato di fare parte presto della Confraternita, essendo egli nato il 17 gennaio 1982, Giorno in cui il sodalizio chivassese ha dato il via alla sua attività.
Il gran cerimoniere Antonio Actis, prima di avviare il rituale, ha voluto ricordare Piervanni Mortarotti, Confratello dal 1991, è mancato di recente ha definito Piervanni “Signore d’altri tempi”, che ha partecipato, oltre che agli incontri del sodalizio chivassese, anche a molti ritrovi di confraternite, portando ovunque la sua giovialità; è stato un vero ambasciatore della specialità dolciaria chivassese, i nocciolini, ovunque.
Quattro nuovi soci si sono aggiunti a quelli che da anni portano in giro le tradizioni gastronomiche. Della cittadina affacciata al Po: Valentina Fortunati, medico biologo, Valerio Olivieri, medico urologo dell’ospedale di Ivrea, Giorgio Perini, sommelier e idrosommelier di Moncalieri, Lodovico Piantanida, confratello dei Bruscitti e della Confraternita francese degli Choucroute.
Anche Francesca Marino, già con sorella, è tornata dopo una parentesi di assenza per motivi familiari, a far compagnia al gruppo. Insieme a molti confratelli e consorelle della Confraternita locale, erano presenti rappresentanti di altre come quella della Trippa di Moncalieri, di Vino e Panissa di Vercelli, dell’Helicensis Fabula di Borgo San Dalmazzo, della Nocciola Tonda e Gentile di Mondovì, di Vino e Amarena di Sizzano, dei Coppieri di Aleramo di Casale. dei Bruscitti di Busto Arsizio, del Ris en Cagnou cun Persic di Varese e il rappresentante della Fice, Federazione italiana circoli enogastronomici.
Terminata la parte ufficiale, l’allegra compagnia si è trasferita a Sciolze, alla villa “Il Palazzo”, settecentesca dimora fatta costruire da una famiglia torinese, dove è stato servito il pranzo di gala preparato con grande perizia da professori e alunni dell’Istituto dei Salesiani di San Benigno (Articolo a cura di Franca Sarasso).















































































