Domenica 21 aprile 2024 i Maestri Coppieri di Aleramo hanno celebrato il Cinquantesimo anniversario di fondazione statutaria, avvenuta il 5 marzo 1974, con un atto costitutivo in cui confluivano due confraternite già attive da alcuni anni: gli “Amici del Vino di Casale e del Monferrato” e l’iniziale gruppo dei “Maestri Coppieri di Aleramo”.
Il Capitolo è stato celebrato, come nel primo anno, nel coro delle monache di Santa Caterina, alla presenza di molte confraternite giunte da Piemonte, Lombardia ed Emilia e di Marco Porzio presidente della FICE (Federazione Italiana Circoli Enogastronomici). Lo spirito dei Maestri Coppieri che da ben 50 anni promuovono le tradizioni enogastronomiche del Monferrato ma anche la cultura del territorio in amicizia ed allegria, ha caratterizzato la giornata.
Il Direttivo dei Maestri Coppieri ha animato la mattina: dopo l’accoglienza degli ospiti, la visita guidata della chiesa e del coro di Santa Caterina ha fatto scoprire la bellezza del barocchetto casalese; nel coro è proseguita la celebrazione con la presentazione dei primi 50 anni da parte del Gran Maestro Fabrizio Giampaoli, e a seguire la divulgazione, narrata con il sorriso e molto apprezzata dai presenti, incentrata sul duello culturale tra leggenda e storia di Aleramo (progetto suggerito anni fa dal compianto prof. Gianni Abbate a sua volta Maestro Coppiere) e le “interviste impossibili” alle femmine di Aleramo (la nutrice, la cavalla, l’imperatrice, l’ancella di Alasia). Cultura con un tocco di goliardia!
Dopo lo scambio di saluti e omaggi con le confraternite presenti, si è svolta la cerimonia di investitura di 10 nuovi Maestri Coppieri, tra cui Anna Portinaro (la “mamma” dei famosissimi krumiri di Casale) e il sindaco Federico Riboldi; tutti i sindaci di Casale degli ultimi 50 anni sono stati insigniti dell’investitura, quale emblema di legame con la città e il territorio.
Il pranzo rigorosamente monferrino è stato curato dalla Cooperativa “Monferrato per le Ande” e allestito nel Refettorio antico del Seminario Diocesano. La breve visita della meravigliosa Biblioteca del Seminario ha chiuso la giornata con l’ultimo tocco di bellezza.






