Busto Arsizio e la provincia di Varese tra arte, cibo e industria
L’Italia del gusto si incontra a Busto Arsizio: il Raduno nazionale FICE 2025 tra identità, tradizione e convivialità.
Per quattro giorni Busto Arsizio si è trasformata in un crocevia di storie, sapori e tradizioni, accogliendo la 42ª edizione del Raduno nazionale della Federazione Italiana Circoli Enogastronomici (FICE). Un evento di respiro nazionale che ha portato in città 42 confraternite provenienti da quasi tutte le regioni italiane, unite da un comune obiettivo: custodire, valorizzare e tramandare il patrimonio enogastronomico dei territori.
Per il Magistero dei Bruscitti, confraternita ospitante, il raduno ha avuto un significato ancora più profondo: l’occasione per celebrare cinquant’anni di attività, vissuti sempre come un impegno culturale prima ancora che gastronomico. Un traguardo importante, festeggiato con una sfida organizzativa complessa ma affrontata con entusiasmo e spirito di servizio, come ha più volte sottolineato il Gran Maestro Edoardo Toia parlando di una “soddisfazione enorme” condivisa con tutta la città.
Sin dall’apertura ufficiale, il clima è stato quello delle grandi occasioni. Il Museo del Tessile, luogo simbolo dell’identità bustocca, è diventato il cuore pulsante del raduno: punto di accoglienza, sede delle conferenze, spazio di incontro tra confratelli e consorelle arrivati da Nord a Sud. Nei primi momenti erano già oltre 150 i partecipanti, destinati a diventare quasi 300 nella giornata conclusiva, a testimonianza della vitalità di un movimento che continua a crescere.
Il programma ha saputo intrecciare sapientemente cultura, territorio e convivialità. Le visite guidate ai luoghi simbolo della città, gli approfondimenti sulle eccellenze enogastronomiche del Varesotto, i momenti di confronto e le occasioni conviviali hanno permesso agli ospiti di conoscere Busto Arsizio in tutte le sue sfaccettature, andando oltre l’immagine più nota legata alla tradizione industriale.
Un ruolo centrale lo hanno avuto i produttori locali, veri ambasciatori del territorio, che hanno raccontato e fatto assaggiare le loro eccellenze: dalle pesche di Monate alla Formaggella del Luinese, dai salumi prealpini ai vini dei Ronchi Varesini, fino all’Amaro Tim di Cardano al Campo. Un racconto corale che ha trovato nella cena inaugurale al Museo del Tessile un primo, significativo momento di sintesi: una tavola curata dallo chef Sergio Barzetti che ha saputo reinterpretare la tradizione lombarda con rispetto e creatività, introducendo molti ospiti per la prima volta ai celebri Bruscitti.
Il raduno ha poi allargato il suo sguardo al territorio circostante, con un programma di visite che ha toccato Milano e la provincia di Varese, rafforzando l’idea di un evento capace di generare valore culturale ma anche turistico ed economico. Le confraternite non sono state semplici spettatrici, ma protagoniste di un’esperienza immersiva, fatta di incontri, racconti e scambi continui.
Il momento simbolicamente più alto del raduno è arrivato il sabato sera, quando l’evento ha raggiunto il suo culmine al Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa. Una scelta non casuale: per celebrare il punto più solenne e rappresentativo dell’intera manifestazione, si è voluto un luogo “più alto e importante”, capace di restituire il senso della straordinarietà dell’occasione.
In una location fiabesca, affacciata sul Lago Maggiore e carica di storia, si è svolta una cena di gala memorabile, costruita attorno a prodotti locali e pensata come sintesi perfetta del messaggio del raduno. Non solo un momento conviviale, ma un passaggio fortemente simbolico: la celebrazione dell’identità, della bellezza e del valore culturale che l’enogastronomia italiana sa esprimere quando è raccontata con competenza e passione. È stato il punto in cui il lavoro di mesi, l’impegno degli organizzatori e lo spirito delle confraternite si sono incontrati in un’atmosfera di condivisione autentica, all’altezza dell’importanza del raduno nazionale.
La domenica ha riportato il raduno nel cuore pulsante di Busto Arsizio con la sfilata delle confraternite: un fiume di mantelli, gonfaloni e colori che ha attraversato le vie del centro fino al santuario di Santa Maria, dove si è tenuta la celebrazione religiosa. Un momento intenso ed emozionante, seguito dallo scambio degli omaggi tra le delegazioni, vero rito identitario del mondo confraternale, capace di raccontare l’unità nella diversità delle tradizioni italiane.
A rendere ancora più significativo questo passaggio conclusivo è stato l’intervento del presidente FICE Marco Porzio, che ha voluto richiamare le radici storiche della Federazione esponendo le mantelle delle prime confraternite savonesi da cui ebbe origine la FICE. Un gesto dal forte valore simbolico, accompagnato dalla lettura delle parole di Francesco Mazzoli sulla nascita della Federazione, sulla visione che ne guidò la fondazione e sugli scopi – culturali, identitari e di tutela delle tradizioni – che ancora oggi ne ispirano l’azione. Un momento di memoria e consapevolezza, molto apprezzato dai presenti, che ha saputo unire passato e presente nel segno di una storia condivisa.
Il gran finale non poteva che svolgersi a tavola, con un pranzo collettivo a base di polenta e Bruscitti, servito a circa 300 persone. Un arrivederci semplice e sincero, nel segno della cucina bustocca, che ha chiuso una quattro giorni vissuta come una grande festa dell’identità.
Il Raduno nazionale FICE 2025 ha lasciato un segno profondo, non solo tra i partecipanti ma anche nella città che lo ha ospitato. Busto Arsizio ha saputo presentarsi come una comunità accogliente, orgogliosa della propria storia e capace di inserirsi con autorevolezza nel racconto dell’Italia dei sapori. Un risultato che conferma come l’enogastronomia, quando è vissuta come patrimonio culturale, possa diventare uno straordinario strumento di coesione, promozione e visione condivisa del futuro.
Con lo stesso spirito di amicizia, condivisione e orgoglio identitario che ha accompagnato ogni momento di questo raduno, l’appuntamento è ora fissato al Raduno nazionale FICE 2026, quando sarà Ragusa ad accogliere confraternite e territori da tutta Italia, per ritrovarsi ancora una volta attorno a una tavola che unisce, racconta e tramanda la nostra straordinaria cultura enogastronomica.































































