Intervista del Cavalier De Gustibus

Siamo agli inizi della stagione che ci regala i funghi, i preziosi “frutti del bosco” ed è il periodo nel quale mi rifocillo le stanche membra tra le valli del Trentino. Qui, come ogni anno, ritrovo i vecchi amici, anche loro appassionati della montagna ed assieme formiamo una bella brigata sempre aperta a nuovi componenti. Quest’anno si è aggregato il rag. Pistilli detto “Tony l’Alpino“ da tutti riconosciuto come il boss incontrastato dei raccoglitori di funghi.Seduti sulla terrazza di un rifugio, tra un bicchiere di vino ed un grappino, iniziamo a parlare di vari argomenti, ma alla fine il discorso cade sulla sua passione.

Ragioniere, se per tutti sei conosciuto come Tony l’Alpino e considerato il migliore tra i raccoglitori di funghi, un motivo deve esserci?
Certamente, il soprannome me lo sono meritato facendo la leva militare a Dobbiaco, ormai tanti decenni orsono, e per il resto penso che per me, come per molti altri, andar per funghi non sia solo una passione, ma una propria e vera malattia. Ma come tutte le passioni l’importante è coltivarle nella maniera giusta e mai come in questo caso la conoscenza dei funghi e il rispetto per la natura sono essenziali e basilari.
Ma i raccoglitori di funghi non sono rispettosi dell’ambiente?
Spesso si assiste a “distruzioni di massa”, quando vari raccoglitori inesperti distruggono tutti i funghi che trovano sul proprio cammino, pensandoli velenosi!! Ma non è distruggendoli che si aumenta la conoscenza. Il più delle volte, funghi rotti o sollevati dal terreno, sono alla fine ottimi commestibili, ed è solo l’ignoranza e la non conoscenza di molti che non permette ad altre persone di usufruire della raccolta di funghi magari altrettanto buoni come i porcini.
Esistono quindi funghi altrettanto buoni quanto i porcini?
Secondo alcuni è questione di gusti, ma ti garantisco che non esistono solo i porcini in questo periodo, ma ci sono tanti altri funghi che possono regalarci ottime ricette da preparare per noi stessi o i nostri ospiti.
Quali sono i consigli utili per la raccolta?
Le regole fondamentali che un buon raccoglitore di funghi deve rispettare sono poche ma essenziali. Incominciamo da zero: la scelta di un buon bastone in legno è essenziale perché, in seguito, servirà a spostare le foglie che potranno nascondere una gradita sorpresa: il fungo. Ogni raccoglitore di funghi ha, di solito, un bastone a cui è affezionato, ma per una persona che è alle sue prime esperienze raccomando un bastone robusto e lungo almeno da terra fino al proprio bacino, ricavato da un ramo raccolto già secco. Non rompiamo i rami degli alberi per creare il nostro bastone.
La seconda regola fondamentale è quella di munirsi di un cesto in vimini, che permetta però la circolazione dell’aria all’interno e alle spore di cadere, in modo da assicurare un futuro alla specie fungina. Ricordo che per il regolamento non è possibile utilizzare contenitori di plastica per il trasporto, comprese reti e similari traforate. Scegliete il cesto in maniera adeguata, non troppo grande, né troppo piccolo, creando uno strato morbido in gommapiuma nel manico e un laccio che permetta di portare in spalla il cesto: tutto questo per rendere meno faticose le passeggiate nel bosco. Ricordare sempre di portare con se un coltello munito di spazzolino per pulire sul luogo i funghi e permettere così alle spore ricadere sul terreno.
Ora siamo pronti per partire, cosa dobbiamo fare?
Innanzi tutto, informarsi e leggere attentamente il regolamento, inerente la raccolta dei funghi, vigente nella zona nella quale vogliamo andare. Recepirlo e sottostare a quanto previsto, senza cercare di fare “i furbetti”.
A questo punto ci inoltriamo nel bosco e …
Guardare sotto ogni albero, aggirandolo e facendo molta attenzione ad ogni tipo di rigonfiamento sul terreno: aiutandosi col bastone smuovete le foglie con pazienza, guidati sempre dalla speranza di poter trovare il nostro amico gradito; altro importante suggerimento è quello di non aiutatesi mai solo con le mani perché al posto di un amico gradito potrebbe essercene uno sgradito (vipera o altro…). Appena trovato un fungo non toccarlo mai con le mani al primo impatto, ma assicurarsi della non velenosità di esso ed in caso contrario lasciatelo stare (non romperlo, ne calpestarlo perché, anche il più piccolo essere vivente, contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema). Nel caso in cui il fungo non sia velenoso, raccoglierlo e aiutandosi con il coltello pulite per bene la base del gambo in modo che la terra, il micelio e le altre sostanze depositate su questo possano cadere, così da non incidere sulla prossima nascita. Porre il fungo appena raccolto, frutto di tante ricerche, all’interno del cesto, dentro il quale, magari, nel fondo, avete depositato uno strato di felci.
Se non si è certi della commestibilità del fungo raccolto?
Se non si è certi della commestibilità del fungo raccolto non porlo insieme ad altri, ma è bene mettetelo in un altro cesto che si potrà poi portare per sicurezza ad un centro di consulenza micologica, cosi da ampliare la vostra conoscenza con i consigli e i suggerimenti che gli esperti saranno ben lieti di fornire. Questi centri sono numerosi e basta solo un po’ di buona volontà per scoprire ove sono ubicati e gli orari di apertura.
Alcune persone parlano di modi empirici e molto semplici per verificare la commestibilità dei funghi.
I modi empirici e molto semplici di queste persone sono la via più rapida per andare al camposanto, ma non come spettatore, altresì come protagonista del funerale. Non bisogna credere assolutamente al cambio di colore della carne, all’annerimento del prezzemolo o delle posate d’argento, alla constatazione che alcuni animali mangiano questi funghi, ai profumi più o meno gradevoli che emanano. Queste sono solo “eresie” di persone altamente ignoranti che meriterebbero di essere denunciate.
Come si può fare per ampliare la nostra conoscenza sulla commestibilità dei funghi?
Nessuna fotografia o descrizione può convincere qualcuno a raccogliere altre specie, a parte quelle che conosce bene; questo da un lato è giusto, ma ciò dovrebbe convincere a frequentare corsi di micologia, dove le basi di conoscenza delle varie specie garantiscono una certa sicurezza.

Nel mentre altri amici ci raggiungono ed il nostro dialogo si interrompe lasciando il posto ad argomentazioni sull’avvistamento dei cervi e la programmazione enogastronomica della serata.

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