

Articolo realizzato da Carlo Mantovani – L’Inviato nel Buon Gusto
Giornalista dendrogastronomico ideatore del Movimento Paesaggezza
Come ho scritto nel mio progetto di valorizzazione e promozione turistica dell’Appennino Emiliano (intitolato Appenni-Now, cioè “l’Appennino Adesso”) occorre che la montagna si affranchi dal salvagente della neve e invece di attendere a dita incrociate precipitazioni peraltro sempre più rare, punti su una proposta ricreativa e ricettiva capace di attrarre i turisti tutti i giorni dell’anno. La soluzione, a mio parere – anche e soprattutto per le spettacolari montagne e colline veronesi – è nel turismo che io propongo dal 2018, cioè gli itinerari dendrogastronomici, tra grandi alberi e grandissimi piatti e prodotti, un sistema in perfetto equilibrio tra natura e cultura: i monumenti arborei e le vecchie piante da frutto, su cui i miei percorsi sono impostati, sono infatti presenti in qualsiasi stagione; e d’altra parte la cucina dendrogastronomica, essendo legata a frutta e verdura, è una cucina stagionale, capace di sorprendere e deliziare i clienti tutti i giorni dell’anno. Una formula turistica che tuttavia, per esprimere il suo grande potenziale, necessita di un’organizzazione adeguata. Per far funzionare il turismo tra grandi alberi e grandissimi piatti e prodotti, occorre infatti realizzare almeno tre condizioni: 1) le piante monumentali protagoniste degli itinerari devono essere tutelate (specialmente i patriarchi da frutto, custodi di biodiversità), segnalate in modo chiaro (non dimentichiamo che, anche se arborei, si tratta di monumenti) e – ove insistano su terreno privato – essere rese accessibili al pubblico, previo accordo con i proprietari. Non è possibile, ad esempio, che chi vuole visitare gli straordinari faggi della Lessinia veronese debba sempre chiedersi come arrivarci e se il percorso violi la proprietà privata. Infine, quando insigni patriarchi vengono meno – per evitare perdite scandalose, come nel caso della leggendaria Roara di Tregnago- occorre lasciare almeno la ceppaia, affiancandovi un cartello corredato da foto della pianta al suo massimo splendore e da una breve descrizione storico-botanica.
2) I “produttori di gusto” (categoria che comprende ristoranti, agriturismo, gastronomie, panetterie gelaterie e pizzerie) debbono valorizzare frutta e verdure di stagione, compresi i frutti antichi e i piccoli frutti, latori di un potenziale enogastronomico in gran parte inesplorato, capace di impreziosite anche piatti salati. Non è ammissibile, ad esempio, che non venga considerato e sfruttato il potenziale straordinario di frutti tradizionalmente coltivati sul territorio veronese, come accade per i cachi, che in molti casi, invece, non vengono nemmeno raccolti; o che i ristoratori propongano piatti a base di castagne soltanto un mese all’anno, quando basterebbe farle essiccare per averle sempre a disposizione. Sarebbe anche opportuno, poi, che le feste di paese pensate per celebrare i frutti del territorio (pesche, ciliegie, meloni, fragole, mele e pere) coinvolgessero le scuole alberghiere più vicine e proponessero ai diplomandi progetti di valorizzazione gastronomica.
3) Infine: i musei (etnografici, geopaleontologici ed enogastronomici) e le aree verdi (parchi, riserve, oasi e campi catalogo) debbono estendere il loro periodo di apertura il più possibile, per evitare che il turista si trovi davanti ad inopinate chiusure e non possa approfondire la conoscenza del territorio.
Sono sicuro che, in presenza di adeguata volontà politica, questo inedito sistema turistico – nato per promuovere aree (come la montagna, la collina e la campagna) non attraversate dalle rotte qualunquiste e oramai usurate del turismo di massa – possa dare molte soddisfazioni: ma questo accadrà soltanto se verranno curate anche informazione e promozione, organizzando progetti di educazione al Paesaggio rivolti alle scuole e alle famiglie: affinché possano riscoprire la ricchezza del territorio veronese, e capire che davvero, seguendo i grandi alberi, si arriva in grandissimi posti, dove assaggiare piatti e prodotti squisiti.







