Il simposio della Confraternita delle vite del vino Trento del 22 novembre scorso, tenutosi nell’aula magna della Fondazione Edmund Mach è stato, oltre ad un momento di convivialità, per l’intronizzazione dei nuovi confratelli e la consegna dei diplomi alle cantine che hanno ottenuto il riconoscimento di “Vino confratello”, occasione per alcuni approfondimenti. Mauro Leveghi, Gran maestro della Confraternita nel suo saluto ha ringraziato Francesco Spagnolli, presidente di Fem per la collaborazione e l’ospitalità. «Dovevamo avere – ha detto Leveghi – ospite e relatore Silvio Barbero bloccato a letto da un’influenza, al suo posto abbiamo il prof. Michele Fino dell’Università di Pollenzo, che ringrazio per la sua presenza». Dopo i ringraziamenti ai componenti del Capitolo, il Gran maestro ha parlato dei nuovi 13 confratelli ordinari di cui 4 consorelle: «La Confraternita ha lo scopo di mantenere e sviluppare le tradizioni vitivinicole della terra trentina, esaltandone i prodotti migliori. Non va dimenticato che nel lontano 1958 la Confraternita nasce quando il Trentino, pur avendo, tradizioni viticole secolari, non aveva una sua identità distintiva. Oggi dovevamo avere ospite Silvio Barbero che da anni collabora con il Trentino. Negli anni duemila, Barbero e Francesco Spagnolli, fecero parte di un gruppo di lavoro, istituito dalla Camera di Commercio, per stilare annualmente due documenti: le linee strategiche per la promozione dei prodotti trentini e il progetto vino. Da tali lavori era emersa da subito la necessità di dare una identità meno sfumata e generalista al vino considerati i tanti vini a Doc prodotti, individuando i vini autoctoni e o distintivi e quindi identitari. Nell’esaltare i vini identitari del territorio che sono ambasciatori della nostra terra, la Confraternita rafforza il brand territoriale. La Confraternita stimola, attraverso l’incontro e la narrazione, una coerenza lungo la filiera che arriva al consumatore». Parlando poi del “Vino confratello” Leveghi ha detto: «L’obiettivo del concorso è quello di selezionare l’eccellenza purché espressione di coerenza produttiva e riconoscibilità di caratteristiche enologiche-territoriali collettive con 12 categorie, di cui 4 per il Trentodoc. Alla selezione hanno aderito 49 aziende con 108 vini di cui 59 Trentodoc. Va detto che consapevoli della assoluta relatività dei giudizi la differenza dei punteggi con i primi classificati nelle varie categorie è molto esigua. Tutto ciò premesso posso dire che nei Trentodoc si è affermata la storia e la tradizione spumantistica dell’ultimo mezzo secolo. Mi piace ricordare che il nostro viaggio tra i produttori piccoli e grandi del Trentino è stato apprezzato e ha legato lo spirito della Confraternita all’interpretazione produttiva territoriale delle nostre aziende». E’ seguito il saluto di Francesco Spagnolli, presidente di Fem e la lettura da parte del prof. Michele Fino della relazione di Barbero sul tema: “La filiera enologica e la transizione ecologica”. La suggestiva cerimonia di intronizzazione, con il Gran Maestro che batte sulla spalla il tralcio della vite ai nuovi confratelli e recita la rituale frase in cui lo rende degno di essere “confratello” ha conferito questa insegna ai nuovi confratelli di cui riportiamo i profili.
Il simposio è stato preceduto dalla S. messa celebrata dal confratello don Bruno Tomasi nell’adiacente chiesa. Il rito eucaristico e la cerimonia di intronizzazione dei nuovi confratelli sono stati accompagnati dai canti del gruppo vocale Laurence K. J. Feininger diretto dal confratello maestro Roberto Gianotti.







