Bacco e Cerere: l’Umbria celebra il gusto con un gemellaggio d’eccellenza

Montecastrilli, 21 settembre 2025 – In un angolo suggestivo dell’Umbria, dove la terra racconta storie antiche e il vino si fa cultura, si è celebrato un evento che unisce tradizione, passione e visione: il gemellaggio tra la Compagnia dei Vignaioli e Tavernieri di Torgiano e il Club Sapori da Sapere di Montecastrilli. Un incontro che ha superato la mera formalità per diventare un vero patto di cooperazione enogastronomica.

Un legame che affonda le radici nella storia

La Compagnia dei Vignaioli e Tavernieri, fondata nel 1577 e discendente diretta della Corporazione delle Arti e Mestieri di Perugia (1379), rappresenta una delle più antiche istituzioni legate alla cultura del vino in Italia. Il Club Sapori da Sapere, invece, è un presidio contemporaneo della tradizione culinaria umbra, promotore della biodiversità alimentare e della convivialità come valore sociale.
Il gemellaggio, celebrato con una cerimonia solenne e un pranzo che ha esaltato le eccellenze locali, ha sancito l’unione tra due mondi complementari: quello del vino e quello della cucina. Come ha sottolineato il Rettore della Compagnia, “il vino è il racconto della terra, la cucina è la sua voce”.

I protagonisti del gusto: Rubesco 62 e Torre di Giano 62

Durante l’evento, sono stati presentati i nuovi vini del Progetto 1962 di Lungarotti: il Rubesco 62, un Sangiovese in purezza che interpreta con eleganza il terroir di Torgiano, e il Torre di Giano 62, blend di Trebbiano e Grechetto, fresco e autentico. Entrambi rappresentano un ritorno alle origini, con tecniche di vinificazione che valorizzano la tipicità e la sostenibilità.
Secondo ItalyFood24, l’Umbria è oggi una delle regioni più dinamiche nel panorama enogastronomico italiano, grazie alla riscoperta dei vitigni autoctoni e alla valorizzazione dei prodotti DOP e IGP come il Prosciutto di Norcia, il tartufo nero di Spoleto e l’olio extravergine dei Colli Martani.

Il menù: un viaggio sensoriale tra bosco e cantina

Il pranzo celebrativo ha offerto un percorso gastronomico che ha unito raffinatezza e radici contadine: Carpaccio di Chianina con scaglie di tartufo, Risotto con zucca gialla, funghi di bosco e tartufo, Ciriole al Sagrantino con guanciale e pecorino, Spezzatino di cinghiale alla cacciatora con polenta tostata, Zuppa inglese alla vecchia maniera, Tagliere di dolci con Dulcis Lungarotti.
Ogni piatto è stato abbinato con cura ai vini protagonisti, creando un equilibrio armonico tra sapori, profumi e consistenze.

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