

Articolo a cura di Daniela Quarna
Ordine dell’Amarena e del Nebbiolo
La regione del Beaujolais, situata a nord-ovest della Borgogna, a una trentina di Km da Lione, si estende su 20.000 ha per una lunghezza di 55 Km.
La produzione media annuale è di circa 28 milioni di hl e si stima che quella di Nouveau ne sia una buona parte. Il vitigno principe è l’autoctono Gamay, con i suoi grappoli medio-piccoli di forma conica e acini ellissoidali, che danno vita ai rossi fruttati dai morbidi tannini e spiccata acidità, che ha la sua massima espressione nel Nouveau.
Il Gamay è nato dall’incrocio naturale di Pinot Noir e Gouais Blanc, la cui peculiarità è la polpa bianca, il nome completo infatti è Gamay Noir à Gius Blanc. Occupa il 97% delle uve del Beaujolais mentre la restante parte è divisa tra Aligoté, Chardonnay, Pinot Gris, Melon de Bourgogne e Pinot Noir.
L’area si divide in due zone geologiche ben distinte, separate dal fiume Nizerand. Il nord, dove si producono i vini di maggiore qualità, è composto da suoli granitici mentre al sud si trovano terreni calcarei.
Si riscontrano le prime tracce di viticoltura nel 59 a.C. e, come nella maggior parte delle regioni vinicole francesi, la coltivazione della vite è emersa con la conquista da parte dei Romani della Gallia.
Come in Borgogna, i vini di questa regione vengono divisi in una piramide di qualità a tre livelli, i vigneti ordinari possono produrre un semplice Beaujolais, che diventa Superior per i vini con 10,5 % di alcool in volume. Un terzo della produzione totale della regione ricade invece nella denominazione “Beaujolais Village”. Questi ultimi tendono ad offrire sapori più complessi e più struttura.
All’apice della piramide troviamo i 10 Crus che rappresentano il meglio della regione e spesso sono degni di essere invecchiati.
Insieme all’ AOC Champagne, la AOC Beaujolais è l’unica a prevedere l’obbligo della vendemmia manuale.
Le bottiglie di maggior interesse provengono da circa 7000 ha divisi in dieci Comuni, che hanno lo status di Cru. I vini prodotti in queste zone sono talmente importanti da riportare in etichetta solo il nome del Comune.
Da nord a sud troviamo:
Saint Amour: vini dagli intensi frutti rossi con piacevole sfumatura di lampone
Juliénas: vini robusti ben strutturati con sentori di frutta rossa e spezie
Chénas: vini dal carattere forte, speziato e legnoso ma anche dalla complessa armonia floreale, ottimi da invecchiamento
Moulin a Vent: grandi vini strutturati e da invecchiamento
Fleurie: vini dal sapore caratteristico per i suoi profumi floreali
Chiroubles: vini complessi con note floreali pronti da bere anche giovani
Morgon: vini ricchi di frutta rossa matura e note floreali, corposi e longevi, paragonabili ai grandi rossi di Borgogna
Régnié: vini con note speziate e di frutta rossa
Cote de Brouilly: deve il suo nome a un soldato romano Brullius che ricevette in dono da Giulio Cesare come premio una collina, vi si stabilì e piantò delle vigne. Vini ricchi di frutti rossi e neri e note floreali.
Broully: vini con aromi di frutti rossi freschi, floreali e talvolta con mineralità.










