Scriveva un noto storico veronese che l’uomo moderno, ai nostri giorni potremmo dire l’uomo tecnologico, ha diritto alla nostalgia. Romina Power e Albano Carrisi cantavano “nostalgia, nostalgia canaglia, che ti prende proprio e non ti lascia”. Questa cosa che ti prende è quello che si prova quando si partecipa alle iniziative proposte dalla “Confraternita delle Erbette e della Pissota” guidata da Fiorella Dal Negro, titolare dell’agriturismo Alle Torricelle, immerso nel verde sulle colline di Verona.
Fiorella, come tradizione di ogni Confraternita ha organizzato il suo simposio Domenica 7 settembre e tanti amici hanno accolto il suo invito. Erano presenti ospiti rappresentanti di ben 24 Confraternite provenienti dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dalla Lombardia e anche dal Piemonte. Simposio sembra una parola d’altri tempi ma se leggiamo nel dizionario della lingua italiana così viene descritto: la seconda parte del banchetto greco o romano destinato alla degustazione dei vini, alla discussione di argomenti di comune interesse, al canto, e a intrattenimenti vari. E’ precisamente quello che hanno vissuto i partecipanti, dopo la S. Messa celebrata da Don Emilio Camuzzi, Direttore della casa San Giuseppe, facente parte dell’Opera di San Giovanni Calabria, i Confratelli (cosi vengono chiamati i soci delle Confraternite) hanno ammirato la bella città di Verona dalla terrazza di San Zeno in Monte, e conosciuto meglio l’Opera e la storia del Santo veronese, canonizzato da San Giovanni Paolo II nel 1987.
Poi come recita il detto, “dalla mistica, alla mastica”, gli invitati si sono trasferiti a casa di Fiorella nell’agriturismo da lei condotto assieme al marito Claudio e ai figli Andrea e Valentina, dove una splendida giornata di sole ha fatto gustare a tutti il bello della natura. Prati in fiore ricchi di erbe officinali, l’ombra della vigna con l’uva matura, i profumi dei fiori del grande giardino e soprattutto le decine di specialità tipiche preparate da Fiorella e dalle sue collaboratrici. Ogni ben di Dio per tutti i gusti e i palati, dal dolce al salato, dai succhi di frutta naturali alle confetture, dagli insaccati ai formaggi, ai vini.
Il pranzo che è seguito è stato un “viaggio nel territorio veronese”, dai gnocchi di malga della Lessinia, agli agnolini (tortellini per altri) di Valeggio sul Mincio, ai vini della pianura veronese e della zona del Lago di Garda. Ma soprattutto c’era pissota a volontà. Ma che bontà, ma che bontà, ma che cosa è questa robina qua? cantava Mina. La pisotta è una focaccia povera che si ottiene mescolando tra loro farina e acqua a cui si aggiungono le “molche”, il residuo ultimo dopo la spremitura delle olive a cui segue la cottura rigorosamente sulle braci del camino. Fiorella ha recuperato questa antica tradizione, sorta nel territorio di Negrar, Comune veronese ai piedi della Valpolicella, famoso anche per il recioto e l’amarone. Sua mamma spesso gliela preparava, riproporla è anche far rivivere quei tempi dove la pissota faceva da antipasto, da pranzo, cena e anche da dolce. Non dobbiamo, dice Fiorella, dimenticare quei tempi poveri ma ricchi di solidarietà tra le varie famiglie contadine. Solidarietà che le Confraternite hanno sempre presente come uno dei valori fondanti i propri statuti, infatti anche per questo simposio il ricavato netto delle offerte raccolte andrà a favore di un progetto per aiutare chi ha più bisogno.
Per un’idea d Andrea è nata anche la “pissotina” delle forme di focaccia, tonde dal diametro di 5/6 cm. un’alternativa alla tigella emiliana. Magari la vedremo tra non molto nei banchi degli autogrill.
Altra curiosità della giornata, fatta conoscere da Otello Fabris della Confraternita degli “Amici di Merlin Cocai” è che esiste un gioco da tavolo denominato “Merla, sive Macaronica Exercitatio ludrica” un’adattamento dell’Antico et dilettevole Giuoco Romano detto della Pissotta” di origine cinquecentesche.
Più valorizzare e recuperare la storia di così, non si può!
Viva le Confraternite,
il buon cibo e l’amicizia.
Stefano Benedetti

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