Fabio Testi festeggia il Palladio Gardesano: «Il lago va riconosciuto patrimonio Unesco»

Sogna che il suo lago di Garda, dove è nato e cresciuto e dove tutt’ora vive, diventi patrimonio Unesco: «Dovrebbe già esserlo da tempo». Nella sua magione, sulle colline del Bardolino, produce energia pulita con un grande parco fotovoltaico, ha cominciato a coltivare tartufi e in passato pure i kiwi: «Sono stato il primo a produrli in Italia. Poi c’è stato il boom». In carriera ha girato 103 (!) film. L’ultimo della lista «Reflection in a Dead Diamond» è stato presentato pochi mesi fa al Festival di Berlino. Un altro è in arrivo: «L’abbiamo già proposto a Netflix. È ambientato in Trentino nel 1750 e io interpreto un vescovo: si parla del bene, del male e del potere politico». Fabio Testi, bentornato: 84 anni e non sentirli.
Avvistato al Savoy Palace di Gardone Riviera, qui ha ricevuto il Palladio Gardesano, istituito dalla Confraternita del Groppello, premio consegnato dal 2014 a personalità o enti che si sono distinti per la salvaguardia e la valorizzazione del lago (tra i premiati Attilio Camozzi, Franco Piavoli, Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Pasini).
«Sul lago sono nato e cresciuto – dice Testi – ed è grazie alla mia vita qui che ho potuto muovermi nella giungla dello spettacolo e rimanere me stesso». Sul Garda ha mosso i primi passi del cinema, quando il lago era un mare e si giravano i film pirateschi: «Avevamo 16 anni, facevamo le comparse. Esperienza bellissima». Nostalgia canaglia: «Vado ancora a pescare le sarde, ma ricordo che si andava in palude a caccia di rane, ci portavamo le razze, tornavamo a casa con delle grosse punture di zanzare. Ora quelle paludi non ci sono più».
Il Palladio 2025 è la scultura «Frammenti» di Pierluigi Dander, allievo della Scuola delle arti Rodolfo Vantini, fondata nel 1839: la Confraternita del Groppello ha voluto premiare Testi in quanto «ambasciatore del Garda, che ha contribuito a far conoscere e per il quale ha manifestato preoccupazione per il degrado causato da turismo eccessivo e cementificazione, lavorando per la tutela dell’ambiente».
Tempus fugit, scorrono i ricordi: i film con Sergio Leone e Pasquale Squitieri. «Il giardino dei Finzi Contini» di Vittorio de Sica (Premio Oscar), il teatro con Paola Quattrini e Federica Fellini, le notti a Parigi con Romy Schneider.

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