La giornata è svolta rispettando senza costrizioni e patemi d’animo la tabella di marcia prevista, dando così modo a tutti di godere appieno il programma e anche. a chi volesse un’estemporanea aggiunta, offerta con la consueta disponibilità dal confratello Prof. Silvio Matteo Borsarelli. Gli ospiti, giunti nel quartiere storico di Mondovì, sono stati accolti al Circolo di lettura, sito nel “palazzo del Governatore”, con una colazione campagnola- ma servita nella sala finemente affrescata dal pittore Fracchia – a base di robatà (panciuti e morbidi grissini) e bruss, Raschera d’alpeggio, salame di cervo e di suino, paste di meliga e castagne, caffè, the, succo di mele del Comizio Agrario e vino dolcetto.Con un piccolo trasferimento a piedi ci siamo poi recati al Museo della Stampa dove, divisi in due gruppi accompagnati da guide, abbiamo visitato la preziosa collezione – ripercorrendo la storia degli strumenti e dei macchinari succedutisi nei secoli – prima di celebrare la parte istituzionale del capitolo in una della sale che prossimamente accoglieranno l’archivio storico della città e di una trentina di comuni del territorio. Qui, dopo una mezzoretta di relazione sulla vita di un tempo di chi si dedicava alla castanicoltura, alle pratiche agrarie e ai delicati rapporti con le fabbriche del tannino (incolpate di depauperare la montagna) magistralmente tenuta dal direttore del Comizio Agrario dr. Attilio Ianniello, e la presentazione delle 14 associazioni presenti, si sono rapidamente succeduti al microfono per un saluto il rettore dell’Accademia Guido Viale, il presidente della F.I.C.E. Marco Porzio e il sindaco di Mondovì e presidente della provincia di Cuneo Luca Robaldo. Tutti gli interventi hanno evidenziato, con sottolineature diverse, l’importanza della valorizzazione del territorio tramite il binomio cibo-cultura e in questo ambito la preziosa funzione delle confraternite, a ciò votate mosse da un disinteressato amore per i propri territori e tradizioni. Alle 12,30, ritornati al Circolo, in pochi minuti si è stati in grado di dare inizio ai lavori conviviali curati in trasferta dal ristorante Corsaglia con la consueta affidabilità fatta di servizio attento, rapido ma non asfissiante e di superlativi piatti della tradizione, altrove introvabili, accompagnati da schietti vini della casa. Prima del dolce, per non perder tempo, c’è stata la cerimonia di intronizzazione di due nuove consorelle (Ornella Manassero e Maria Grazia Rossi) che han già dato ampia prova del loro attivismo e della loro curiosità enogastronomica. Il capitolo s’è concluso con un’ovazione riservata ai cuochi e alla brigata di sala capaci di coccolare ed emozionare i commensali specialmente con due piatti della tradizione delle nostre valli – la polentina di grano saraceno condita con porri e funghi e servita nelle tazze poi omaggiate e una capra e fagioli che ha stupito tutti – e un inedito formato di pasta locale con la bottarga di trota.
P.S. Due ore dopo la conclusione del capitolo c’è capitato di incrociare ancora alcuni ospiti che si erano attardati per godersi, ad appena una cinquantina di metri, la appena restaurata cattedrale di San Donato o, dall’altra parte della piazza, la mostra dei bastoni di pregio e d’utilità del già citato confratello Borsarelli e gli affreschi della chiesa di San Francesco Saverio, detta della Missione, capolavoro di Andrea Pozzo (famoso anche per le chiese di S. Ignazio e del Gesù a Roma).

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