Borgo San Dalmazzo, quando la tradizione si fa comunità
Con la Fiera Fredda, iniziata il 4 dicembre e conclusasi come da tradizione nel giorno dell’Immacolata, Borgo San Dalmazzo ha rinnovato uno dei suoi appuntamenti più identitari e sentiti. Una manifestazione che, da 456 anni, scandisce la vita della città e che affonda le sue radici nei riti della stagione fredda, nei profumi della cucina popolare e in un patrimonio gastronomico che continua a raccontare il territorio.
Tra i momenti più significativi dell’edizione 2025, il 45° Convivium Magnum dell’Helicensis Fabula, la consociazione enogastronomica fondata nel 1980 con l’obiettivo di “mantenere, difendere e valorizzare” le tradizioni culinarie locali, in particolare quelle legate all’Helix pomatia, la chiocciola tipica delle valli del Cuneese. Un prodotto raro, simbolo di una cultura alimentare che resiste al tempo e che oggi necessita di tutela e consapevolezza.
Il Convivium si è svolto domenica 7 dicembre nei locali dell’oratorio di San Dalmazzo e ha visto la partecipazione di numerose delegazioni italiane e straniere. Ospiti arrivati dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia e dall’Emilia-Romagna, ma anche dalla Francia e dal Belgio, hanno colorato la mattinata con mantelli, copricapi e insegne, trasformando Borgo San Dalmazzo in un vivace crocevia di culture enogastronomiche.
Ad accoglierli, il Gran Siniscalcato dell’Helicensis Fabula, guidato da Sergio Cavallo ed Enrico Cavallera, con Ivano Musso nel ruolo di Balivo. Nel corso dei lavori è emersa con forza l’importanza della tutela dell’Helix pomatia alpina, specie sempre più rara, e del valore complessivo delle tipicità del territorio, rappresentate anche simbolicamente nel medaglione della consociazione.
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dalla sindaca Roberta Robbione, affiancata dall’assessore Fabio Armando, che ha sottolineato il profondo legame tra la città e l’Helicensis Fabula, ricordando come la consociazione rappresenti un pezzo autentico della storia e della cultura borgarina.
Il momento più solenne della giornata è stato il rinnovo del gemellaggio “di ritorno” con le confraternite de “L’Escargot du Roussillon” di Perpignan e della “Credenza Vinicola di Caluso e del Canavese”, seguito dall’investitura dei nuovi soci accolti con il tradizionale rito dell’assaggio della chiocciola borgarina accompagnata da un generoso bicchiere di vino.
Parallelamente al Convivium, la Fiera Fredda ha continuato a vivere nei suoi riti più antichi: dal mercato del 5 dicembre, storicamente ricco di ceste di lumache, alle proposte gastronomiche ospitate nel padiglione di Palazzo Bertello, dove la cucina tradizionale – dalla chiocciola alla tripa – ha trovato spazio e pubblico.
La giornata si è conclusa con i lavori conviviali al ristorante Ruota Due di Andonno, suggellando ancora una volta il senso più profondo della Fiera Fredda: un’occasione in cui il cibo diventa racconto, identità e legame tra persone, territori e tradizioni che continuano a rinnovarsi nel tempo.












