Un grande successo per la riscoperta delle tradizioni culinarie locali si è consumato al Museo del Presente di Rende, dove la Sala Tokyo ha ospitato la conferenza conclusiva della terza edizione del progetto “Alla ricerca della ricetta perduta”. L’iniziativa, ideata dall’APS Confraternita della Frittola Calabrese – La Quadara, ha coinvolto gli alunni delle scuole primarie di San Lucido e Rende – Commenda in un viaggio a ritroso nel tempo, volto a recuperare i piatti tipici del “menù dei nonni” selezionati da una commissione di esperti.
All’evento ha preso parte la consigliera comunale di Rende con delega alla pubblica istruzione, Marinella Castiglione, che ha portato i saluti istituzionali del Sindaco. La dirigente scolastica della scuola primaria “Stancati” di Rende, la professoressa Simona Sansosti, ha sottolineato nel suo intervento l’alto valore formativo del progetto, incentrato sul dialogo intergenerazionale, sull’importanza della memoria storica e su una rinnovata attenzione all’educazione alimentare.
Il legame profondo tra l’enogastronomia e le radici culturali è stato l’argomento cardine della relazione del Professor Yuri Perfetti dell’Università della Calabria (UNICAL), il quale ha evidenziato come il cibo rappresenti lo specchio dell’identità e dei costumi di un popolo.
Sul fronte strettamente salutistico, il nutrizionista dottor Mario Sicilia ha messo a confronto le proprietà nutrizionali delle ricette del passato con i rischi della dieta moderna. I bambini odierni sono infatti sempre più esposti al consumo di alimenti industriali, eccessivamente elaborati e dannosi per l’organismo rispetto alla genuinità della cucina di un tempo.
Il presidente dell’associazione, Emilio Iantorno, ha esposto i dati raccolti durante i mesi di lavoro scolastico e ha svelato i piatti promossi dagli esperti. Per la cronaca, è stata premiata una ricetta per ogni classe partecipante; tra le preparazioni che hanno riconquistato la ribalta figurano: Il Pane Cuattu, Le Nepitelle, La zuppa di pane e cipolla, La grupariata.
Il momento della premiazione ha visto una scenografia d’eccezione: i riconoscimenti sono stati consegnati accanto a una grande “quadara” (il tradizionale calderone di rame), riempita per l’occasione con le oltre 300 ricette storiche collezionate nel corso delle tre edizioni del progetto.
La manifestazione si è chiusa in un clima di festa generale, animato dalle note del cantastorie Marco Moccia e dal canto corale dei piccoli studenti.
“Leggere sul volto dei partecipanti, bambini compresi, curiosità ed interesse per i piatti e per il modo di vivere della tradizione calabrese ci riempie d’orgoglio”, ha concluso con soddisfazione il Priore Emilio Iantorno, confermando l’impegno del direttivo nel promuovere nuovi eventi gratuiti a beneficio del territorio e all’insegna della cittadinanza attiva. Il prossimo appuntamento sarà la premiazione a San Lucido presso la scuola primaria dove saranno svelate le ricette perdute del territorio.



