Dove il gusto incontra l’anima della Laguna
Testo di Cristian Bisato. Gran Maestro Confraternita del Folpo

Tra Fusina e Chioggia, il tempo si fa acqua e memoria. Il 28 giugno scorso, la motonave della Delta Tour ha accolto un viaggio speciale: la quinta edizione della Crociera col Folpo, organizzata dalla Confraternita del Folpo. Più che un evento enogastronomico, un rito collettivo. Un pellegrinaggio laico in cui si celebrano i sapori della laguna, la memoria dei mestieri e l’appartenenza a una comunità viva e resistente.

Navigare nella storia

All’alba, il sole filtra timido tra le briccole, mentre la prua della motonave apre un varco nel silenzio. Si parte da Fusina, si attraversano gli specchi d’acqua della laguna, si approda in due luoghi carichi di significato: Chioggia e Malamocco.
A Chioggia, la prima impressione è quella di un mondo parallelo: un intreccio di ponti, barche, calli e reti stese ad asciugare. Non a caso la chiamano “la piccola Venezia”, ma Chioggia ha un carattere tutto suo: più popolare, diretto, profondamente marinaro. Il suo cuore batte al Mercato del Pesce al minuto, uno dei più antichi e vitali d’Italia, che ogni giorno – fin dal XIII secolo – mette in scena il rituale del pescato fresco. Bancarelle cariche di seppie, canestrelli, moeche e naturalmente folpetti, sfilano tra richiami in dialetto e mani sapienti. A pochi passi, il Mercato Ittico all’ingrosso, tra i più importanti d’Europa, muove ogni anno migliaia di tonnellate di pesce verso tutto il Nord Italia. È da qui che per secoli il folpo ha risalito le vie d’acqua verso Padova, passando per Noventa Padovana.
Poi la visita al Museo della Zoologia Adriatica “Giuseppe Olivi”. Qui il folpo, re della giornata, si svela nella sua dimensione scientifica, un piccolo prodigio evolutivo raccontato tra modelli di barche da pesca e reperti marini. Un invito a riscoprire – con rispetto e meraviglia – il legame millenario tra uomo e mare.
A Malamocco, invece, si entra in un’altra dimensione. Calli strette, silenzio, acqua che lambisce le soglie. La chiesa millenaria di Santa Maria Assunta, il piccolo camposanto affacciato sulla laguna: ogni pietra narra di commerci, tempeste, partenze. Un luogo dove la Serenissima ancora respira, nel passo lento di chi sa ascoltare la storia.

La forza dei valori in movimento

A bordo, ogni gesto è impregnato dello spirito della Confraternita del Folpo: umiltà, sostenibilità, convivialità, creatività, generosità, resilienza e senso di comunità.
Una confraternita non come passatempo, ma come forma di impegno civile e culturale, dove il cibo è linguaggio, e la tavola è un altare laico.

Il cuore della giornata: la Cerimonia di Investitura

Ma il momento più potente, il vero centro simbolico della Crociera, arriva nel pomeriggio. Con il sole alto che accende d’oro le acque della laguna e la motonave che scivola silenziosa tra cielo e mare, si celebra il rito più atteso: la Cerimonia di Investitura dei nuovi Ambasciatori del Folpo.
Non è solo un momento formale: è un passaggio di senso, un gesto che trasforma la barca in tempio galleggiante, lo spazio condiviso in spazio sacro.
Il Gran Maestro, avvolto nel mantello cerimoniale, con in mano il Bastone del Folpo, si pone al centro del ponte. Attorno a lui, confratelli e ospiti in silenzioso raccoglimento. Il vento tace. Ogni parola si incide nell’aria come un giuramento:
“Siate testimoni fedeli del nostro spirito.
Custodi della memoria. Messaggeri di sapore, tradizione e identità…”
Ed è così che, uno a uno, i nuovi Ambasciatori del Folpo ricevono il tocco rituale del bastone. Non un premio, ma una chiamata all’impegno, alla narrazione, alla custodia di un’identità.
Tra gli investiti di quest’anno:

  • Elena & Denis: volontari appassionati, sempre pronti a mettersi in gioco con generosità e dedizione. Il loro spirito di servizio e la loro capacità di farsi testimoni autentici dei valori della Confraternita li hanno portati a questo traguardo
  • Enrico: collezionista di appartenenze, innamorato delle confraternite, ponte tra le generazioni e custode di memorie familiari legate al folpo.

Accanto ai nuovi Ambasciatori, due confraternite ospiti d’onore hanno impreziosito la giornata con la loro presenza e i loro sapori autentici:

  • La Congrega dei Ràdici e Fasioi, portavoce della terra veneta più contadina, ha condiviso i suoi prodotti genuini e carichi di memoria. I loro Radici e Fasioi, serviti come antipasto, hanno raccontato una cucina umile e profonda, accolta con entusiasmo dai partecipanti.
  • Il Gran Priorato del Lugana, ambasciatore del vino bianco che nasce tra le pietre e le brezze del Garda, ha offerto in degustazione il suo elegante “Principe del Garda”, che ha accompagnato l’intero menù con armonia e carattere, riscuotendo grande apprezzamento.

Due presenze simboliche, che insieme alle altre confraternite presenti, hanno dato voce – attraverso gusto e racconto – a quell’incontro fecondo tra confraternite, territori e saperi che la Confraternita del Folpo coltiva da sempre con orgoglio.

A tavola, il racconto si fa sapore

Il viaggio prosegue a tavola con il Menù Tentacolare, curato dagli chef ambasciatori del folpo Alessandro & Michela di Vagabondare con Stile. Ogni portata racconta un pezzo di Veneto, un intreccio di mare e terra, una memoria trasformata in piatto.
– Antipasto – “Radici e Territorio”: folpo di Noventa, insalata di laguna, mozzarelle della Saccisica, Radici e Fasioi.
– Primo – “Anima Veneziana”: pasta con folpo alla busara.
– Secondo – “Incontri Marini”: frittura dell’A-driatico con folpetti e verdure di stagione.
– Dolce – “Delizie Contadine”: sbrisolona con crema al mascarpone.
Il tutto accompagnato dal Lugana “Il Principe del Garda” e chiuso dal rito dell’Amaro del Folpo, servito tra risate, racconti e sguardi lucidi.

Quando il folpo diventa simbolo

La Crociera col Folpo non è un evento. È un viaggio identitario. Un modo per cucire insieme storie, persone e territori.
È la dimostrazione che anche oggi possiamo generare riti nuovi, capaci di parlare alle emozioni, di tenere viva una comunità e di trasformare un piatto umile in un simbolo potente.
Il prossimo appuntamento? La Fiera del Folpo, l’ultima domenica di ottobre a Noventa Padovana: il luogo dove tutto ha avuto inizio.
Lì, come ogni anno, simbolicamente contadini e pescatori torneranno a incontrarsi. E tra un paiolo fumante e un bicchiere di torbolino, si continuerà a raccontare una storia che non vuole smettere di crescere.
Perché, quando si salpa con la Confraternita, non si parte per svago.
Si parte per tornare a casa. Con il folpo nel cuore.

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